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Costruire a partire dalle rovine Figure dialettiche fra catastrofe e progresso
Titolo Rivista: SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA) 
Autori/Curatori: Andrea Tagliapietra 
Anno di pubblicazione:  2008 Fascicolo: 31 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  20 P. 18-37 Dimensione file:  196 KB

L’articolo prende le mosse dal terremoto di Lisbona (1755) come paradigma del significato moderno di catastrofe e analizza gli scritti filosofici sul disastro lusitano di Voltaire, Rousseau e Kant. Il terremoto che distrusse la città di Lisbona e molte migliaia dei suoi abitanti, turbò il Secolo dei lumi e colpì le migliori menti d’Europa. Da allora, le moderne concezioni del male si adoperarono nel tentativo di smettere di incolpare Dio per la condizione del mondo per prenderne la responsabilità nelle nostre mani, come testimonia la meditazione di Volney (1791) sulle rovine. Hegel, nelle sue lezioni sulla filosofia della storia, svilupperà il pensiero sulle conseguenze della catastrofe in chiave dialettica: l’avanzamento della storia consiste nel costruire a partire dalle rovine.


Andrea Tagliapietra, in "SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)" 31/2008, pp. 18-37, DOI:

   

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