In secundis, si ricorda brevemente come i beni comuni siano stati delegittimati dalla Rivoluzione industriale nel passaggio dal Medioevo alla modernità. Terzo: si mettono in evidenza le nuove "recinzioni" di acqua, aria, terra ed dell’energia, così come quella del cambiamento climatico. Quarto: il ritorno ai beni comuni richiede una fase intermedia, cioè la conversione ecologica delle economie che deve essere realizzata dalle comunità locali. Quinto: vengono considerati i motivi che non hanno ancora permesso al ritorno dei beni comuni di diventare il primo tema dell’agenda dei movimenti.)" />
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Beni comuni e nuovo modello di sviluppo
Titolo Rivista: AGRICOLTURA ISTITUZIONI MERCATI  
Autori/Curatori: Giovanna Ricoveri 
Anno di pubblicazione:  2009 Fascicolo: 3  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  16 P. 91-106 Dimensione file:  70 KB
DOI:  10.3280/AIM2009-003005
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La tesi sostenuta in questo articolo è che i beni comuni del passato - quelli di sussistenza - possono diventare, se riletti ed aggiornati alla luce del presente, la spina dorsale di un ordine sociale alternativo a quello capitalistico, che domina sul mondo da circa tre secoli. Si ritiene che il "ritorno dei beni comuni", come viene chiamata la proposta presentata in questo elaborato, sia una necessità storica per riuscire a superare la crisi del capitalismo e i problemi da esso creati, specialmente nella sua ultima fase finanziaria: il saccheggio della natura, la privatizzazione dello spazio pubblico, la disoccupazione, le disuguaglianze sociali, i disastri ecologici. Per sostenere la proposta avanzata in questo articolo, prima di tutto vengono identificate le caratteristiche principali dei beni comuni come l’autogoverno da parte delle comunità locali. In secundis, si ricorda brevemente come i beni comuni siano stati delegittimati dalla Rivoluzione industriale nel passaggio dal Medioevo alla modernità. Terzo: si mettono in evidenza le nuove "recinzioni" di acqua, aria, terra ed dell’energia, così come quella del cambiamento climatico. Quarto: il ritorno ai beni comuni richiede una fase intermedia, cioè la conversione ecologica delle economie che deve essere realizzata dalle comunità locali. Quinto: vengono considerati i motivi che non hanno ancora permesso al ritorno dei beni comuni di diventare il primo tema dell’agenda dei movimenti.


Keywords: Beni comuni, nuove "recinzioni", comunità locali

Giovanna Ricoveri, in "AGRICOLTURA ISTITUZIONI MERCATI " 3/2009, pp. 91-106, DOI:10.3280/AIM2009-003005

   

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