Nulla è senza un segno. La mappa e la rappresentazione del mondo: due casi studio

Titolo Rivista: SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE
Autori/Curatori: Fabio Fornasari
Anno di pubblicazione: 2012 Fascicolo: 44 Lingua: English
Numero pagine: 24 P. 25-48 Dimensione file: 1031 KB
DOI: 10.3280/SC2012-044003
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Un tempo sapersi orientare nello spazio intorno faceva la differenza tra la vita e la morte. L’orientamento fa della mappatura una attitudine umana che non appartiene semplicemente al mondo delle tecniche grafiche o delle arti ma risiede intimamente nell’essere umano dotato di una coscienza e di una mente: mappare è pensare il paesaggio. Così come il mondo si riflette nel nostro modo di costruire la nostra maniera di pensare, così il mondo si riempie di nostre mappature attraverso le varie manifestazioni del nostro abitare, dell’occupare i luoghi e di segnarne i nomi. Questo accade sia nel mondo materiale sia nella sua dimensione digitale. Di questo scambio sono testimoni i linguaggi che usiamo. Rivelano la dimensione spaziale del nostro pensiero. La relazione tra l’uomo e la natura è descritta da un sistema organizzato di segni: il linguaggio, la prima mappatura in continua evoluzione. Tra i diversi linguaggi quello fotografico, a ben guardare, fa emergere dall’indistinto del paesaggio le mappature collettive: orienta lo sguardo verso di esso permettendo di leggere le cosmogonie che lo governano simbolicamente per potersi orientare al suo interno.

Fabio Fornasari, Nulla è senza un segno. La mappa e la rappresentazione del mondo: due casi studio in "SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE " 44/2012, pp 25-48, DOI: 10.3280/SC2012-044003