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Sympathetic Identification? Immaginazione ed empatia in Elizabeth Costello di J.M. Coetzee
Titolo Rivista: COSTRUZIONI PSICOANALITICHE 
Autori/Curatori: Elisa Giuliana 
Anno di pubblicazione:  2014 Fascicolo: 27 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  15 P. 101-115 Dimensione file:  240 KB
DOI:  10.3280/COST2014-027008
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Spesso accade che un romanzo sia in grado di affrontare con grande efficacia alcune tematiche attinenti alla pratica psicoanalitica. Questo è il caso di Elizabeth Costello32, breve opera narrativa tra il genere romanzesco e quello saggistico, scritta nel 2003 dal premio Nobel per la letteratura J. M. Coetzee. Attraverso i pensieri dell’omonima protagonista, questo libro riflette sui concetti di immaginazione, empatia e identificazione proiettiva. Grazie ad un’analisi dettagliata di alcuni passaggi del romanzo, vedremo come Elizabeth Costello, un’anziana scrittrice chiamata a partecipare a numerosi convegni e simposi, sostenga l’esistenza di un’immaginazione empatica che oltrepassi i limiti della ragione umana, per giungere ad una conoscenza completa e assoluta dell’altro che non implichi alcuna prevaricazione; al contrario, una conoscenza oggettiva e neutrale, rispettosa della differenza dell’altro, sia essa relativa all’etnia, al genere o addirittura alla specie. La Costello afferma con forza l’esistenza di una facoltà umana al confine tra immaginazione ed empatia che ci permette di capire chiaramente che cosa significhi essere un altro essere animato: vivere come lui, sentirsi lui, fare esperienza del mondo come lui. L’esempio più lampante, che analizzeremo con attenzione, è tratto dallo studio del filosofo della mente Thomas Nagel, il quale si è chiesto Cosa si prova ad essere un pipistrello?33 ed è giunto alla conclusione che la nostra mente è troppo diversa da quella dell’animale in questione per poterlo capire appieno. Elizabeth Costello è dell’opinione contraria; tuttavia, l’autore J.M. Coetzee non sembra appoggiare le idee del suo personaggio, anzi, le mina alla base attraverso una serie di sottili strategie narrative che rendono le affermazioni della scrittrice, apparentemente così salde, incerte e inaffidabili. Inoltre, dimostreremo che la Costello non è in grado di mettere in pratica nella vita reale il suo concetto di empatia, manifestando invece una profonda incapacità di relazionarsi con i suoi simili e un costante bisogno di avere il controllo delle persone attorno a sé. Infine, analizzeremo il capitolo conclusivo del libro, nel quale la protagonista abbandona improvvisamente tutte le sue convinzioni e ammette di non credere in niente; e vedremo come, all’interno del panorama narrativo di J.M. Coetzee, la consapevolezza di non poter raggiungere un’assoluta comprensione del diverso da sé sia il vero fondamento di una relazione interpersonale svincolata da ogni tipo di prevaricazione.


Keywords: J.M. Coetzee, Elizabeth Costello, immaginazione, empatia, identificazione proiettiva, sympathetic imagination, conoscenza dell’altro, studi postcoloniali.

Elisa Giuliana, in "COSTRUZIONI PSICOANALITICHE" 27/2014, pp. 101-115, DOI:10.3280/COST2014-027008

   

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