L’utopia del Sessantotto in Bertolucci, Garrel e Placido

Titolo Rivista: MONDO CONTEMPORANEO
Autori/Curatori: Gloria Gabrielli
Anno di pubblicazione: 2013 Fascicolo: 3 Lingua: Italiano
Numero pagine: 21 P. 147-167 Dimensione file: 92 KB
DOI: 10.3280/MON2013-003006
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È nella cornice del lido di Venezia che i compleanni del ’68 sono stati periodicamente celebrati, a partire dagli anni immediatamente successivi allo scoppio del maggio parigino fino ad arrivare alla svolta del nuovo millennio, quando la Settima arte imprimeva nuovo vigore alla memoria di quella stagione restituendole la dimensione sognante d’irripetibile e gioiosa rivoluzione. Tre registi all’epoca direttamente coinvolti nella contestazione, Bernardo Bertolucci, Philippe Garrel e Michele Placido si confrontavano nuovamente con la narrazione di quella fantasiosa illusione, con un desiderio di rivincita dell’immaginazione utopica nei confronti del realismo senza scrupoli che si era andato affermando negli ultimi vent’anni del Novecento. I tre registi si ritrovavano idealmente dietro la propria cinepresa, dopo quarant’anni, a difendere un ricordo che si era andato sempre più affievolendo. La nostalgia riacquistava però valenza positiva e propositiva poiché le loro opere erano esplicitamente dedicate ai ventenni di oggi in una pedagogia dell’entusiasmo e dell’ingenuità perseguita narrando quel sogno in tutta la sua fragilità, consapevoli del destino cui è andato incontro, ma reclamandone con forza la potenza e la bellezza.

Gloria Gabrielli, L’utopia del Sessantotto in Bertolucci, Garrel e Placido in "MONDO CONTEMPORANEO" 3/2013, pp 147-167, DOI: 10.3280/MON2013-003006