Da scuola del popolo a scuola fascista della nazione? Un bilancio dell’istruzione elementare in Italia a dieci anni dalla riforma Gentile

Titolo Rivista: MONDO CONTEMPORANEO
Autori/Curatori: Anna Scarantino
Anno di pubblicazione: 2020 Fascicolo: 1 Lingua: English
Numero pagine: 64 P. 117-180 Dimensione file: 569 KB
DOI: 10.3280/MON2020-001005
Il DOI è il codice a barre della proprietà intellettuale: per saperne di più clicca qui

Qui sotto puoi vedere in anteprima la prima pagina di questo articolo.

Se questo articolo ti interessa, lo puoi acquistare (e scaricare in formato pdf) seguendo le facili indicazioni per acquistare il download credit.
Acquista Download Credits per scaricare questo Articolo in formato PDF

anteprima articolo

FrancoAngeli è membro della Publishers International Linking Association, Inc (PILA)associazione indipendente e non profit per facilitare (attraverso i servizi tecnologici implementati da CrossRef.org) l’accesso degli studiosi ai contenuti digitali nelle pubblicazioni professionali e scientifiche

Nel gennaio 1932, a quasi dieci anni dalla riforma più importante e più discus-sa del fascismo, quella della scuola, l’ispettore scolastico Renato Moro preparò una dettagliata relazione sulla condizione della scuola elementare lontana da fina-lità propagandistiche e destinata ad uso interno del ministero dell’Educazione na-zionale. Ponendo a confronto la pubblicazione ufficiale prodotta pochi mesi dopo dal ministero con la relazione preparata da Moro, che qui viene riprodotta inte-gralmente, il saggio mette in luce il divario esistente tra gli obiettivi dichiarati dal fascismo e la realtà, tra i risultati propagandati e quelli effettivamente conseguiti. Ne emerge, tra l’altro, l’immagine di una società meridionale ancora arretrata ma non immobile, che anche nei suoi strati medio-bassi chiedeva allo Stato più istru-zione e la possibilità di accesso alle scuole medie, che la riforma aveva ostacolato in molti modi. Il regime, impegnato ad ottenere una più decisa fascistizzazione del-la scuola, sottovalutò gli effetti negativi prodotti dalla presenza invadente del par-tito e dell’Opera nazionale Balilla, e dal disordine normativo che ne accompagnò costantemente l’azione. Il succedersi continuo di provvedimenti, ripensamenti e adattamenti minò l’immagine di solidità e coerenza che il regime voleva dare di sé nel suo progetto di radicale trasformazione degli italiani.

Anna Scarantino, Da scuola del popolo a scuola fascista della nazione? Un bilancio dell’istruzione elementare in Italia a dieci anni dalla riforma Gentile in "MONDO CONTEMPORANEO" 1/2020, pp 117-180, DOI: 10.3280/MON2020-001005