La Commissione d’Ornato a Milano, tra ortodossia classicista e cultura prospettica

Titolo Rivista: TERRITORIO
Autori/Curatori: Giovanna D’Amia
Anno di pubblicazione: 2020 Fascicolo: 93 Lingua: Italiano
Numero pagine: 10 P. 156-155 Dimensione file: 680 KB
DOI: 10.3280/TR2020-093023
Il DOI è il codice a barre della proprietà intellettuale: per saperne di più clicca qui

Qui sotto puoi vedere in anteprima la prima pagina di questo articolo.

Se questo articolo ti interessa, lo puoi acquistare (e scaricare in formato pdf) seguendo le facili indicazioni per acquistare il download credit.
Acquista Download Credits per scaricare questo Articolo in formato PDF

anteprima articolo

FrancoAngeli è membro della Publishers International Linking Association, Inc (PILA)associazione indipendente e non profit per facilitare (attraverso i servizi tecnologici implementati da CrossRef.org) l’accesso degli studiosi ai contenuti digitali nelle pubblicazioni professionali e scientifiche

L’articolo prende in esame un aspetto poco indagato dell’attività della Commissione d’Ornato di Milano nella prima metà dell’Ottocento, interrogandosi sugli effetti della presenza di esponenti della cultura prospettica, come Paolo Landriani e Francesco Durelli, in un organo destinato a sovrintendere l’edilizia cittadina. Attraverso una serie di indizi tratti dalle fonti d’archivio emerge infatti la loro disponibilità ad allargare i riferimenti espressivi dalle norme vitruviane alle più libere proporzioni del linguaggio bramantesco e la loro sensibilità per la dimensione complessa dello spazio urbano. Attitudini che svolgono un’azione erosiva nei confronti dei modelli culturali su cui la commissione era chiamata a vigilare, traghettando la sensibilità della cultura architettonica milanese dal rigido classicismo di inizio secolo al più variegato panorama degli anni preunitari.

Giovanna D’Amia, La Commissione d’Ornato a Milano, tra ortodossia classicista e cultura prospettica in "TERRITORIO" 93/2020, pp 156-155, DOI: 10.3280/TR2020-093023