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Tra moneta e oggetto. Le trasformazioni delle misure di valore nelle società greche arcaiche e classiche
Titolo Rivista: CHEIRON 
Autori/Curatori: Maria Cecilia D’Ercole 
Anno di pubblicazione:  2019 Fascicolo: 1-2  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  27 P. 19-45 Dimensione file:  292 KB
DOI:  10.3280/CHE2019-001002
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Sin dal suo inizio, la moneta si presenta come un oggetto dotato di va-lore intrinseco e di potere normativo riconosciuto sia all’interno delle comunità che al loro esterno. Al di là del suo valore simbolico la mo-neta non ha mai perso la sua prossimità con quello con i manufatti me-tallici; in quanto oggetto pregiato, ogni moneta rientra non solo in un computo numerico astratto, ma anche in una valutazione individuale e concreta in cui le caratteristiche specifiche di ogni pezzo (usura, e quindi perdita di peso; composizione, etc.) sono attentamente valutate e studiate, dall’antichità greca sino alle società pre-industriali europee. Questa duplicità dà luogo a un’evoluzione in parte contraddittoria: da un lato, la ripetitività delle monete apre la strada ad un’accumulazione potenzialmente infinita, già colta dai trattati aristotelici; dall’altro, in quanto oggetto dotato di un suo valore intrinseco e estetico particolare, la moneta è considerata come un esemplare unico e specifico, anche nelle dinamiche della circolazione e tesaurizzazione.


Keywords: Moneta; oggetto; metallo; valuta; accumulazione



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Maria Cecilia D’Ercole, in "CHEIRON" 1-2/2019, pp. 19-45, DOI:10.3280/CHE2019-001002

   

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