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Res, pecunia, moneta? Des choses garanties, des biens fongibles et d’autres moyens de paiements hétérogènes
Journal Title: CHEIRON 
Author/s: Claude Denjean 
Year:  2019 Issue: 1-2 Language: French 
Pages:  31 Pg. 111-141 FullText PDF:  223 KB
DOI:  10.3280/CHE2019-001006
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L’analisi dei casi della pratica della barata permette di cogliere le tec-niche che hanno supportato il sistema di scambio mercantile nella so-cietà feudale della fine del Medioevo. Trasferire prodotti e beni contro un valore che soddisfacesse entrambe le parti implicava il garantire senza immobilizzare e trovare e articolare mezzi di pagamento in un mercato eterogeneo. Se la tesaurizzazione oppressiva alla Gaston Febus conduce all’insuccesso, l’uso di tesori che si possono smobilizzare da parte dei signori, agenti della redistribuzione, assicura i consumi grazie a una specie di banca di deposito che coniuga una accumulazione non avara alla fluidità di spesa. In questa società che vive a credito, dispor-re di ricchezze trasferibili resta pericoloso e la rete di contatti garantisce non solo amici e reputazione ma permette di ricorrere a mezzi di pa-gamento eterogenei quando la liquidità venga a mancare. In questo contesto il credito non compensa solamente una relativa carenza mone-taria ma crea un gioco di scritture standardizzate e rappresenta un mez-zo non fungibile, un equivalente del valore trasferito, una carta moneta imperfetta in spazi interconnessi, ma non completamente uniformati. La combinazione tra barata e mutuum risponde all’inefficienza imme-diata dei mezzi di pagamento articolando res e pecunia, che diviene moneta grazie a uno strumento notarile, e contribuisce in questo modo a compensare una situazione di temporanea insolvenza che crea dei ri-schi. Il pagamento in natura non costituisce quindi un baratto: lo scam-bio generalizzato è sempre monetizzato. L’impiego della moneta di conto e la teoria del giusto prezzo definiscono una gerarchia degli am-bienti dello scambio, secondo il rapporto più o meno rischioso all’oggetto supporto del valore e secondo la fragilità sociale di ogni at-tore, dall’agente di cambio all’usuraio. Immobilizzare poco ma in mi-sura sufficiente, attraverso degli strumenti sani e legali, utilizzare il credito evitando il rischio del fallimento, dominando l’accelerazione delle transazioni e i mercati secondari: tutto ciò permette di fondare i rapporti dialettici tra norma e pratica, cultura cavalleresca e mercantile.
Keywords: Feudal society; Barter, Account money; Payment systems; Chivalrous and mercantile culture.

Claude Denjean, in "CHEIRON" 1-2/2019, pp. 111-141, DOI:10.3280/CHE2019-001006

   

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