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Pratiche dello scambio nella Terraferma veneta rinascimentale: il ruolo dei beni denaro-equivalenti nel mercato del credito urbano e agrario
Titolo Rivista: CHEIRON 
Autori/Curatori: Rachele Scuro 
Anno di pubblicazione:  2019 Fascicolo: 1-2  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  25 P. 142-166 Dimensione file:  236 KB
DOI:  10.3280/CHE2019-001007
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L’articolo confronta l’impiego dei beni denaro equivalenti nel mercato del credito urbano e agrario della Terraferma Veneta rinascimentale, attraverso i casi della città di Vicenza e del centro minore di Bassano. Per entrambi sia il mercato del credito regolamentato che ufficioso si basavano su oggetti e materie prime. Da un lato i prestatori ebrei fon-davano i loro guadagni su una vantaggiosa stima dei pegni e l’essere ripagati in merci. Dall’altro, la parte cristiana cui era vietata la pratica usuraria, utilizzava forme di credito mascherato basate sul possesso della terra e la rendita. Entrambi provano come i profitti scaturissero da un sapiente uso del baratto, che si dimostra un mezzo efficiente in un contesto in cui l’indebitamento era strutturale, diffuso e aiutava la creazione di "denaro virtuale" e investimenti.


Keywords: Beni denaro equivalenti; Stato veneziano rinascimenta-le; prestito ebraico; baratto; mercato creditizio.

Rachele Scuro, in "CHEIRON" 1-2/2019, pp. 142-166, DOI:10.3280/CHE2019-001007

   

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