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Inserire una minoranza nello spazio cittadino. Il caso della comunità ebraica di Genova (1658-1737)
Titolo Rivista: STORIA URBANA  
Autori/Curatori: Andrea Zappia 
Anno di pubblicazione:  2020 Fascicolo: 167  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  27 P. 119-145 Dimensione file:  279 KB
DOI:  10.3280/SU2020-167007
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Il presente studio si propone di ripercorrere le vicende relative alla comunita ebraica genovese, specie nel suo rapporto con gli spazi cittadini, negli anni compresi tra i primi Capitoli della nazione ebrea concessi nel 1658 e l’ultima espulsione dalla citta, decretata nel 1737 e concretizzatasi sei anni dopo. Conseguentemente all’arrivo a Genova di un certo numero di ebrei, nell’agenda politica del patriziato si impose la questione del ghetto, che richiedeva lo studio di soluzioni di natura urbanistica ma che d’altra parte presentava ricadute sociali, economiche e culturali da valutare con grande attenzione. Lo smantellamento dei cancelli del ghetto avvenuto nel 1679, e la collocazione degli ebrei nel tessuto urbano, rendeva necessario ripensare la convivenza tra la popolazione autoctona e questa minoranza. Il mancato raggiungimento dell’equilibrio, le difficolta legate all’individuazione di una nuova area per l’erezione di un nuovo ghetto, oltre al definitivo tramonto dell’idea di riattivare un imponente traffico commerciale con il Levante, furono i motivi che causarono nel 1737 la revoca dei Capitoli e la conseguente cacciata degli ebrei dalla citta.


Keywords: Ebrei, Genova, ghetto, portofranco, commercio, Mediterraneo 150

Andrea Zappia, in "STORIA URBANA " 167/2020, pp. 119-145, DOI:10.3280/SU2020-167007

   

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