L’associazione "Italia-Urss" dal dopoguerra alla Guerra Fredda: diplomazia culturale ufficiosa e propaganda sovietica (1944-1960)

Titolo Rivista: MONDO CONTEMPORANEO
Autori/Curatori: Stefano Pisu
Anno di pubblicazione: 2020 Fascicolo: 2-3 Lingua: English
Numero pagine: 23 P. 21-43 Dimensione file: 342 KB
DOI: 10.3280/MON2020-002002
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L’articolo ricostruisce le principali tappe della storia dell’Associazione italiana per i rapporti culturali con l’Unione Sovietica - conosciuta come "Italia-Urss" - fra il 1944 e il 1960. La genesi di "Italia-Urss" si inserisce nel contesto culturale internazionale del dopoguerra. La radicalizzazione dello scontro politico-ideologico nazionale e globale condusse l’associazione alla chiara virata politica: la lotta all’antisovietismo diventò celebrazione acritica dell’Unione Sovietica. "Italia-Urss" riuscì così in scarsa misura a essere un attore efficace della Guerra Fredda culturale, giacché poco capace di attrarre fasce di popolazione lontane dai socialcomunisti. La segreteria di Orazio Barbieri (1953-1958) volle rafforzare una conoscenza obbiettiva dell’Urss anche se il 1956 - così come il caso Pasternak - disorientarono una parte dei suoi membri. Paradossalmente, il dinamismo di Barbieri fu il vulnus principale nei rapporti con il Pci e gli interlocutori sovietici, che mal sopportavano l’autonomia di "Italia-Urss" nel lancio di iniziative considerate spesso troppo elitarie e lontane dalle masse. Il Pci intervenne per rafforzare il controllo politico sull’associazione proprio quando, invece, gli sforzi ufficiosi di "Italia-Urss" avevano contribuito alla firma dell’accordo culturale intergovernativo del 1960.

Stefano Pisu, L’associazione "Italia-Urss" dal dopoguerra alla Guerra Fredda: diplomazia culturale ufficiosa e propaganda sovietica (1944-1960) in "MONDO CONTEMPORANEO" 2-3/2020, pp 21-43, DOI: 10.3280/MON2020-002002