Un ambasciatore del "Realismo" italiano: Gabriele Mucchi nella Repubblica democratica tedesca negli anni Cinquanta

Titolo Rivista: MONDO CONTEMPORANEO
Autori/Curatori: Matteo Bertelé
Anno di pubblicazione: 2020 Fascicolo: 2-3 Lingua: English
Numero pagine: 15 P. 87-101 Dimensione file: 272 KB
DOI: 10.3280/MON2020-002005
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L’articolo esamina il ruolo di Gabriele Mucchi (1899-2002) nel contesto delle relazioni culturali tra Italia e Repubblica democratica tedesca nel corso degli anni Cinquanta, quindi prima di un reciproco riconoscimento giuridico e della firma di accordi bilaterali. Pittore realista e militante comunista, Mucchi fu una figura chiave nel dibattito artistico della DDR, all’interno del quale il "Realismo" italiano costituì un contributo determinante al processo di autodeterminazione di un’arte tedesca e socialista. L’artista fu oggetto di una crescente attenzione da parte delle istituzioni culturali della DDR, che nel 1956 lo invitarono a ricoprire la cattedra di pittura presso la Scuola d’arte di Berlino Est, città dove avrebbe continuato a risiedere, pur alternandosi con l’Italia, anche in seguito alla caduta del Muro. Sulla base di documenti d’archivio inediti e di uno spoglio della stampa, l’articolo mette in luce le premesse e gli esordi della sua poliedrica attività nella DDR in ambito formativo, critico ed espositivo, analizzando al tempo stesso il suo particolare status come esempio di cooperazione tra Europa occidentale e orientale, e quindi come caso di studio della Guerra Fredda culturale.

Matteo Bertelé, Un ambasciatore del "Realismo" italiano: Gabriele Mucchi nella Repubblica democratica tedesca negli anni Cinquanta in "MONDO CONTEMPORANEO" 2-3/2020, pp 87-101, DOI: 10.3280/MON2020-002005