Attori della mediazione culturale tra l’Italia e la Romania comunista: il caso Alexandru Balaci

Titolo Rivista: MONDO CONTEMPORANEO
Autori/Curatori: Aurora Firta, Anamaria Gebaila, Corina Anton
Anno di pubblicazione: 2020 Fascicolo: 2-3 Lingua: Italiano
Numero pagine: 20 P. 103-122 Dimensione file: 336 KB
DOI: 10.3280/MON2020-002006
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Le relazioni culturali italo-romene dei decenni compresi tra il 1950 e il 1989 trovarono nell’accademico Alexandru Balaci (1916-2002), docente di letteratura italiana presso l’Università di Bucarest, membro dell’Accademia Romena, autore di un’ampia produzione scritta mirata a diffondere la letteratura e la lingua italiana (premesse, studi monografici, antologie, traduzioni, dizionari), uno dei promotori più assidui e più visibili. Pertanto, la presente ricerca ha lo scopo di interpretare la produzione scritta di Balaci e la sua attività diplomatica a Roma attraverso la lente dei suoi legami privilegiati con l’Italia, grazie ai quali riuscì a conservare il prestigio degli studi di italianistica sotto il regime comunista romeno, ma anche a compiere un’importante opera di divulgazione sia della cultura italiana in Romania, sia di quella romena in Italia. Si delinea così il ritratto di un mediatore che seppe trovare un equilibrio tra l’entusiasmo dell’uomo di cultura e gli inerenti compromessi che l’appartenenza al PCR presupponeva.

Aurora Firta, Anamaria Gebaila, Corina Anton, Attori della mediazione culturale tra l’Italia e la Romania comunista: il caso Alexandru Balaci in "MONDO CONTEMPORANEO" 2-3/2020, pp 103-122, DOI: 10.3280/MON2020-002006