Gli albanesi che sognavano Celentano. La cultura popolare italiana nell’Albania comunista

Titolo Rivista: MONDO CONTEMPORANEO
Autori/Curatori: Emanuela Costantini
Anno di pubblicazione: 2020 Fascicolo: 2-3 Lingua: Italiano
Numero pagine: 17 P. 153-169 Dimensione file: 272 KB
DOI: 10.3280/MON2020-002008
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La notevole influenza esercitata dalla musica leggera e in generale dal mondo dello spettacolo italiano sulla società albanese è un aspetto dato per acquisito dal-la storiografia, che non lo ha approfondito in modo sistematico. Si tratta di un processo che ha avuto le sue radici nel periodo comunista e rispetto al quale i mass media hanno svolto un ruolo centrale. Fino al 1973, pur alternandosi fasi di maggiore e minore apertura, la ricezione dei programmi italiani fu in parte possibile le-galmente e questo consentì la conoscenza della musica leggera e delle forme di spettacolo legate alla radio, alla televisione e al cinema. In seguito, la stretta repressiva imposta da Hoxha rese più difficile la circolazione di questi contenuti, ma non la fermò. La popolazione cercò i più creativi espedienti per continuare a captare il segnale proveniente da oltre Adriatico e ciò contribuì a sviluppare nell’immaginario collettivo l’idea dell’Italia come mondo alternativo rispetto a quello albanese, fatto di restrizioni e privazioni. All’inizio degli anni Novanta, questo fu uno dei fattori che spinse parte della popolazione albanese a cercare nuove opportunità proprio nella Penisola del Festival di Sanremo, del calcio e dei divi del cinema.

Emanuela Costantini, Gli albanesi che sognavano Celentano. La cultura popolare italiana nell’Albania comunista in "MONDO CONTEMPORANEO" 2-3/2020, pp 153-169, DOI: 10.3280/MON2020-002008