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La "mancanza" di gioco nelle strutture perverse
Titolo Rivista: PSICOTERAPIA PSICOANALITICA 
Autori/Curatori: Valentina Caglioni 
Anno di pubblicazione:  2021 Fascicolo: 1  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  19 P. 72-90 Dimensione file:  192 KB
DOI:  10.3280/PSP2021-001005
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In questo articolo, l’autrice, propone una ipotesi teorica con cui potersi muovere negli angusti spazi che si avvertono nella terapia con i pazienti con struttura perversa. L’autrice, dopo aver meglio delineato il paziente con strutturazione perversa a cui si riferisce, propone di pensare a questi pazienti come a persone che "non hanno abbastanza gioco", così come si può dire di una vite che non gira bene perché "non ha gioco", non ha spazio sufficiente per poter dispiegare il proprio movimento naturale. Riferendosi alla concezione del gioco di Winnicott, inteso nel suo doppio statuto di spazio che permette il gioco e contemporaneamente di gioco che avviene in quello spazio, l’autrice propone di pensare ai tipici meccanismi perversi di controllo dell’oggetto, manipolazione, costruzione di una neo-realtà, ecc. come tentativi di ripristinare il proprio movimento psichico che non ha potuto dispiegarsi a sufficienza nell’esperienza psichica del soggetto e che si sclerotizza pervertendosi, ripiegandosi all’interno. L’autrice porta un caso clinico a sostegno di questa ipotesi di lavoro sottolineando alcuni aspetti che caratterizzano l’esperienza perversa, in particolare un tipo di abuso psichico che non permette una buona espressione dell’aggressività con un conseguente ripiegamento verso l’interno dello spazio potenziale e d’azione del soggetto.


Keywords: Funzionamento perverso, gioco, abuso, spazio potenziale, aggressività, giochi perversi.

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Valentina Caglioni, in "PSICOTERAPIA PSICOANALITICA" 1/2021, pp. 72-90, DOI:10.3280/PSP2021-001005

   

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