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Per una rilettura marxiana del paesaggio agrario italiano
Titolo Rivista: CRIOS 
Autori/Curatori: Luca Filippi 
Anno di pubblicazione:  2021 Fascicolo: 21  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  16 P. 18-33 Dimensione file:  654 KB
DOI:  10.3280/CRIOS2021-021003
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Come recuperare la lettura marxista del paesaggio agrario italiano proposta da Emilio Sereni (1961) entro una teoria critica della società e del territorio in grado di confrontarsi con i nuovi potenti processi estrattivi ed espropriativi (Mezzadra, 2019; Harvey, 2019), messi in campo dal capitalismo contemporaneo? Una domanda che muove, da un lato, dalla sempre più diffusa - e problematica per l’autore - ricezione di Sereni entro la tradizione riformista della geografia umana, dall’altro lato, dalla necessità di individuare una continuità tra i risultati del suo lavoro e le prospettive del marxismo e della geografia critica contemporanea (Gough e Das, 2017). La rilettura proposta dal saggio individua l’attualità di quest’opera nell’uso che Sereni fa della nozione di paesaggio agrario come dispositivo per indagare e criticare, marxianamente, il singolare processo di transizione al capitalismo delle campagne italiane e il discorso economico politico - ma anche paesaggistico - che intorno ad esso e alle sue forme spaziali viene elaborato dal riformismo agrario italiano. Assumendo questa prospettiva, il saggio fa emergere nell’opera di Sereni una inedita tensione a sondare, attraverso questa categoria, dimensioni specifiche dei processi di assoggettamento e soggettivazione prodotti dall’emergere dei rapporti di produzione capitalistici.


Keywords: paesaggio agrario italiano, Emilio Sereni, geografia critica, accumulazione originaria, riformismo agrario italiano.

Luca Filippi, in "CRIOS" 21/2021, pp. 18-33, DOI:10.3280/CRIOS2021-021003

   

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