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Urban and Environmental Territories Emerging from Sacred Water Sites in Edo-Tokyo
Titolo Rivista: STORIA URBANA  
Autori/Curatori: Masahiko Takamura 
Anno di pubblicazione:  2021 Fascicolo: 169  Lingua: Inglese 
Numero pagine:  20 P. 105-124 Dimensione file:  548 KB
DOI:  10.3280/SU2021-169005
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Low birth rate and increased longevity, population decline, repeated disasters, and now the spread of the novel coronavirus pandemic can all be considered issues faced by cities in the XXI century. One characteristic these problems have in common is that they require a restructuring of cities based on the following question: How do we find an appropriate scale for cities while pursuing a future wherein the urban mechanism supports society rather than the economy? A hint for the historical investigation of this question can be found in the position of sacred sites such as shrines. For example, at the time of the Great East Japan Earthquake, many cases were reported of villages’ traditional shrines being located just out of the tsunami’s reach, and thus avoiding damage. Over the villages’ long histories, people constructed sacred sites in safe places, visualising and identifying the appropriate range for these territories based on the area’s topographical characteristics and experiences of disaster. When considering the relationship between urban territories and shrines, it should be noted that sacred sites of this kind enshrined a variety of water deities. The emergence of urban and environmental territories in Edo has been elucidated by plotting water deities and sacred springs that shared a close connection to historical figures through the comparison of ancient and current maps, tracing rivers and aqueducts via a combination of topographical and geological maps, and conducting fieldwork. The significant differences between these and early XIX century shubiki maps or administrative district perimeters are proof that the traditional and environmental boundaries acknowledged since ancient times were more important for people’s activities than administrative ones. The early modern city of Edo completely reconstructed sacred sites that had existed since ancient or medieval times and imbued them with new meaning. In light of this, rediscovering the historical concept of territories could provide hints on their appropriate range with a view to the solution of current problems related to population decline and disaster recovery, both in Tokyo and in other Japanese cities.

Il basso tasso di natalità e l’aumento della longevità, il declino demografico, i ri petuti disastri e la recente diffusione della pandemia di coronavirus possono essere considerati i problemi che le città sono chiamate ad affrontare nel XXI secolo. Una caratteristica che accomuna queste criticità è che richiedono una ristrutturazione dei centri urbani basata sulla seguente domanda: come possiamo trovare un’appropriata dimensione per le città nel disegnare un futuro dove i meccanismi urbani sostengano le reti sociali piuttosto che l’economia? Uno spunto per l’indagine storica di tale questione può essere trovato nell’ubicazione di luoghi sacri come i santuari. Ad esempio, al tempo del grande terremoto del Giappone orientale del 2011, sono stati segnalati molti casi di tradizionali santuari che non sono stati danneggiati perché collocati appena fuori dalla portata dello tsunami. Nel corso della lunga storia di questi villaggi, gli abitanti hanno costruito i siti sacri in luoghi sicuri, immaginando e identificando spazi appropriati a questi territori in base alle loro caratteristiche to-­ pografiche e alle esperienze di precedenti disastri. Quando si considera il rapporto tra territori urbani e santuari, va notato che i luoghi sacri di questo tipo veneravano una varietà di divinità dell’acqua. L’emergere di territori urbani e ambientali a Edo è qui spiegato tracciando la presenza di divinità dell’acqua e di sorgenti sacre che condividevano uno stretto legame con personaggi storici attraverso il confronto di mappe antiche e attuali, segnando fiumi e acquedotti tramite una combinazione di mappe topografiche e geologiche e ricerche sul campo. Le differenze significative tra queste e le mappe shubiki dell’inizio del XIX secolo, che segnavano i perimetri dei distretti amministrativi, sono la prova che i confini tradizionali e ambientali ri-­ conosciuti fin dall’antichità erano, per le attività degli abitanti, più importanti rispet-­ to a quelli amministrativi. La città di Edo nel primo periodo moderno ricostruì com-­ pletamente i siti sacri che esistevano dai tempi antichi o medievali impregnandoli di nuovi significati. Alla luce di ciò, la riscoperta del concetto storico di territorio po-­ trebbe fornire spunti su una sua adeguata estensione in vista della soluzione degli at tuali problemi legati al declino demografico e al "disaster recovery", sia a Tōkyō che in altre città giapponesi.
Keywords: Edo-­Tōkyō Santuari Territori urbani Luoghi d’acqua sacri

Masahiko Takamura, in "STORIA URBANA " 169/2021, pp. 105-124, DOI:10.3280/SU2021-169005

   

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