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Bravissima. Canone a tre voci
Titolo Rivista: GRUPPI 
Autori/Curatori: Maria Adelaide Baldo, Annamaria Burlini 
Anno di pubblicazione:  2001 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  11 Dimensione file:  30 KB

Nello spazio di una supervisione le voci di tre donne (la paziente di professione chirurgo, la psicoterapeuta, l’analista nel ruolo di supervisore) si intrecciano attorno ai temi della generatività e della funzione di cura, nell’incontro di storie personali e dinamiche istituzionali. Per la paziente si tratta di recuperare un sé femminile fino ad allora non completamente riconosciuto; per la terapeuta e l’analista con funzione di supervisore si tratta di interrogarsi su come le difese agite a livello istituzionale e le difese personali si rinforzino vicendevolmente, confluendo in quell’agglomerato di emozioni e pensieri - il campo istituzionale - significativo della modalità culturale del gruppo e passibile di analisi al pari di un’analisi personale. In questo caso è la legge sul consenso informato (la legge che impone ai medici di esporre con chiarezza diagnosi e prognosi) che funge da elemento destabilizzante: i fantasmi di morte, fino ad allora negati sia a livello personale che istituzionale attraverso l’esibizione di efficienza tecnica utilizzata come difesa, non possono più essere aggirati. Come in analisi è la rottura del setting che rivela i significati impliciti o proiettati fantasmaticamente, così la rottura degli elementi stabili istituzionali, indotta dalla nuova normativa, aveva rivelato l’illusorietà delle modalità di funzionamento istituzionale fino ad allora utilizzate. Attraverso il sintomo attacchi di panico, la paziente esprimeva non solo i propri conflitti inconsci, ma anche il panico del gruppo istituzionale di fronte al riconoscimento che le proprie difese falliche non erano più adeguate. L’istituzione e la paziente erano in difficoltà ad affrontare il tema della morte poiché esso rimanda al tema del nascere, quindi al tema del generare, ovvero dell’incontro tra maschile e femminile riconosciuti nella loro specificità, presupposto per accedere ad un concetto di lavoro come generatività, come capacità collettiva di pensarsi all’interno di una relazione e di una storia. Parole chiave: campo istituzionale, negazione, generatività.


Maria Adelaide Baldo, Annamaria Burlini, in "GRUPPI" 1/2001, pp. , DOI:

   

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