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I paradossi del Sé. - I. Relazionalità e incomunicabilità (il punto di vista dei fraudiani)
Titolo Rivista: PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE 
Autori/Curatori: Stefano Fissi 
Anno di pubblicazione:  2001 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  21 Dimensione file:  87 KB

La teoria del narcisismo solleva una contraddizione rispetto al modello strutturale tripartito, risolta da Hartmann con l’introduzione del Sé. Questo concetto, inizialmente pura rappresentazione all’interno dell’Io contrapposta all’oggetto, poi esperienza fenomenologica, infine struttura, si è gradualmente emancipato nella teoria psicoanalitica, fino all’autonomia dall’Io e alla fondazione su di esso di una teoria alternativa. Tutto ciò in concomitanza con una revisione del modello strutturale delle pulsioni verso un modello strutturale delle relazioni. Il Sé è comunque un Sé relazionale, nel senso che si costituisce, si sviluppa, si organizza dalle relazioni oggettuali.Tra Winnicott e Kohut si agita quello che è a mio avviso il dilemma di base della pratica terapeutica incentrata sul Sé. L’individuo, nel suo nucleo più profondo, autentico e vitale, è dipendente dalla rispondenza ottimale degli oggetti-Sé, dalla nascita alla morte, e quindi, come dice Kohut, la maturità psichica è solo un uso più consapevole, deliberato e responsabile del sostegno empatico indispensabile degli oggetti-Sé? Oppure, come dice Winnicott, il nucleo del Sé è isolato, incapace di comunicazione e, come la musica delle sfere, ineffabile e indescrivibile?


Stefano Fissi, in "PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE" 2/2001, pp. , DOI:

   

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