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La comunicazione genitore-figlio. Analisi degli atti linguistici in una situazione di apprendimento
Titolo Rivista: RASSEGNA DI PSICOLOGIA 
Autori/Curatori: Ottavia Albanese, Angelo Belloro, Laura Colombo 
Anno di pubblicazione:  2001 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  24 Dimensione file:  166 KB

Poiché il linguaggio del bambino si sviluppa nell’interazione con le persone che costituiscono il suo ambiente, è importante studiare il comportamento linguistico dei genitori e dei figli in una situazione di interazione. L’unità base della comunicazione è l’atto linguistico nel senso di un’azione che si compie nel dire qualcosa. Tale atto può essere considerato un sistema finito di categorie e classificato secondo un sistema di codifica individuato da due dimensioni: la forza illocutoria, che è lo stato o l’entità della realtà sociale a cui si riferisce l’atto linguistico in oggetto e l’interscambio, che si riferisce a come l’atto linguistico si relaziona o definisce o costituisce quello stato o evento della realtà sociale (Ninio & Snow, 1996). In questa ricerca ci siamo proposti di individuare la funzione svolta dall’adulto-genitore durante la sua interazione comunicativa con il figlio. A tal fine è stata strutturata una situazione educativa supportata da computer, nella quale genitore e figlio interagivano. Il campione è costituito da sei coppie genitore-figlio, i bambini hanno un’età compresa tra 7 anni 10 mesi e 9 anni 3 mesi (età media 8 anni 6 mesi) e frequentano la seconda e terza classe di una scuola elementare di Milano. Gli atti linguistici intercorrenti tra i partecipanti alle sedute sono stati classificati ed analizzati utilizzando il sistema CHILDES (Mac Winney, 1995). Dai risultati è emerso che il genitore utilizza solitamente una comunicazione direttiva: negozia l’inizio, la continuazione, l’interruzione di tutta l’attività in comune, con prospettive, suggerimenti e ordini che il figlio deve eseguire. Il bambino, d’altra parte, oltre ad eseguire le azioni e i suggerimenti che riceve, tende anche ad argomentare sullo svolgimento del compito e a chiedere consigli. Da parte del bambino non sembra esserci un’accettazione passiva del fatto che la conoscenza risieda nella mente del genitore, ma piuttosto un desiderio di raggiungerla insieme attraverso una collaborazione costruttiva. Il bambino dimostra di essere impegnato nella prestazione e attento a rispondere alle domande e ai suggerimenti del genitore.


Ottavia Albanese, Angelo Belloro, Laura Colombo, in "RASSEGNA DI PSICOLOGIA" 1/2001, pp. , DOI:

   

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