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La sapienza del sogno in un'esperienza di osservazione partecipante
Titolo Rivista: GRUPPI 
Autori/Curatori: Valeria Api 
Anno di pubblicazione:  2001 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  31 Dimensione file:  98 KB

L’articolo, un estratto della tesi di specializzazione in psicoterapia presentata dall’autrice nel novembre 2000 presso l’Istituto di Milano della Scuola COIRAG, ha, come scopo ultimo, quello di indagare ed analizzare il significato del sogno in un gruppo terapeutico composto da pari e frequentato dalla scrivente, nel ruolo di osservatrice partecipante, durante i due anni di training formativo previsti dall’Associazione di Psicoterapia di Gruppo, consociata della suddetta Scuola. Nello specifico, l’elaborato, il cui titolo si ispira ad un recente testo scritto da Lopez e Zorzi, si snoda in quattro sezioni di cui la prima è appunto una sintesi del paradigma teorico proposto dai due citati autori che ne La sapienza del sogno rivisitano, in modo del tutto originale, l’opera prima di Freud ed altri contributi psicoanalitici relativi al mondo onirico. La tesi centrale di Lopez e Zorzi, parzialmente adottata dalla scrivente e poi adattata alla situazione di gruppo, si fonda sulla scelta del sogno quale "luogo" elettivo per il disvelamento della complessità della realtà psichica e sul ruolo prioritario giocato dal preconscio nella costruzione del sogno. Quest’ultimo, affermano gli autori, con il suo linguaggio metaforico, simbolico ed immaginifico, offre all’individuo la possibilità di avvicinare e, talora, penetrare i conflitti che lo dominano senza, necessariamente, venirne sopraffatto e senza essere costretto a rifuggirli come, invece, spesso capita nella vita diurna. Il sogno pone il sognatore dinanzi a sé, di fronte ai dilemmi disturbanti, attuali e passati, modulando, in modo sapienziale, in un certo senso pedagogico, le vicissitudini esistenziali esperite dal sognatore durante la veglia e fornendo valide soluzioni allo stato di coscienza della veglia stessa. Nella seconda parte dell’articolo viene invece proposta, seguendo un criterio cronologico, un’ampia rassegna dei lavori più significativi prodotti da alcuni tra i maggiori teorici di matrice gruppale. Al di là delle differenze, insite nei "codici scientifici" utilizzati dai diversi autori, pare che esista un consenso unanime circa l’importanza di privilegiare, nell’interpretazione dei sogni portati dai pazienti, il livello orizzontale e il "qui ed ora" che, come ricorda Pines, ha risonanza con il "là ed allora". Inoltre tutti gli autori concordano, sebbene partendo da prospettive differenti, sulla compresenza, entro un medesimo sogno, di dimensioni intra ed interpersonali o sociali. La terza sezione dello scritto è interamente dedicata alla descrizione dei vissuti e all’analisi delle diverse e non lineari fasi evolutive attraversate dall’autrice e dal gruppo durante il periodo di osservazione, esperienza conclusasi con l’acquisizione, da parte della scrivente, di una maggiore capacità di tollerare le emozioni controtransferali e con l’accettazione dell’incertezza e delle difficoltà proprie del lavoro terapeutico gruppale. Infine, nell’ultima parte, vengono presentati alcuni sogni che, dopo essere stati riferiti, accolti e rielaborati all’interno del gruppo, hanno consentito ai pazienti "portasogni", quali portavoce del gruppo stesso, di passare da modalità relazionali infantili ed arcaiche a modalità più emancipate, favorendo, in particolare, la transizione da una fase regressivo-fusionale ad una fase individuativa, e quindi permettendo il superamento del conflitto, a carattere squisitamente adolescenziale, tra bisogno di dipendenza e desiderio di autonomia. Parole chiave: sogno, osservazione partecipante, gruppo di pari.


Valeria Api, in "GRUPPI" 3/2001, pp. , DOI:

   

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