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Le rune: cultura dell'alfabeto, cultura del razzismo
Journal Title: AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI 
Author/s: Massimo Moscatelli 
Year:  2001 Issue: Language: Italian 
Pages:  9 FullText PDF:  51 KB

Noi Occidentali per scrivere utilizziamo il principio alfabetico, un concetto che si trasmise da popolo a popo-lo nonostante grandi distanze fisiche e culturali. I Germani lo adattarono alla propria lingua creando l’alfabeto runico. Non fu una banale adozione di una tecnica ma la comprensione di un processo rivoluziona-rio che permette all’uomo di rendere il proprio linguaggio in una classe ristretta e determinata di simboli. Si può rintracciare l’origine delle rune seguendo la strada che portò l’alfabeto dai Fenici ai Greci, e da questi agli Etruschi ed ai Veneti, per arrivare ai Germani tramite la via commerciale dell’ambra. In Europa ci fu poi una coesistenza dei caratteri runici e di quelli latini, ma prevalsero quest’ultimi grazie all’influsso dell’eredità culturale dei Romani e la diffusione del cristianesimo e della Bibbia. Il romanticismo tedesco portò ad esaltare la propria identità etnica e con questa anche l’antico sistema di scrittura germanico. Dimen-ticato il reale significato, esso fu confuso con la sua parziale utilizzazione come strumento magico-divinatorio. Ciò portò le rune ad essere trasformate in emblemi magico-occultistici dagli ariosofi degli inizi del Novecento. Quando gli ariosofi confluiranno nei movimenti da cui si generò il nazismo, le rune divente-ranno loro malgrado un elemento fondamentale della simbologia di quel regime. Nel corso dei secoli le rune sono così state sia cultura dell’alfabeto che cultura del razzismo.

Massimo Moscatelli, in "AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI" 4/2001, pp. , DOI:

   

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