Il lavoro di gruppo con gli adolescenti

Titolo Rivista: GRUPPI
Autori/Curatori: Silvia Corbella
Anno di pubblicazione: 2002 Fascicolo: 1 Lingua: Italiano
Numero pagine: 20 P. Dimensione file: 62 KB
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Nell’adolescenza è fisiologico il formarsi di gruppi fra pari. In questo scritto intendo evidenziare le potenzialità trasformative che caratterizzano tale tipo di gruppi in ambito terapeutico, ma prima ritengo utile una sintetica premessa sull’adolescenza attuale. Riunire adolescenti in gruppo vuol dire stimolare e agevolare un movimento verso i pari che in questa fase della vita è assolutamente spontaneo. Il gruppo dei pari infatti è proprio l’ambito a cui naturalmente l’adolescente fa ricorso per cercare di emanciparsi dal gruppo familiare di origine e costituisce l’occasione di un’esperienza fondamentale, una sorta di laboratorio sociale in cui il giovane e la giovane si sentono coinvolti in prima persona in quotidiana interazione con gli altri. Il gruppo dei pari, proprio per le suddette ragioni, assume quindi la funzione di Io ideale che, se a volte rinforza l’illusione di poter recuperare l’onnipotenza infantile ed il narcisismo individuale minacciato dai lutti tipici della fase adolescenziale diventa anche quel luogo in cui si possono costruire realistici progetti verso una condivisa tensione ideale. Se quanto detto è valido per gli adolescenti senza problemi a livello patologico, è ancora più valido per quanto riguarda gli adolescenti con problemi. Ovviamente però, per queste persone più fragili il gruppo dei pari che si forma spontaneamente non ha valenze adeguate sul piano terapeutico; anche perché a volte questi gruppi possono essere più o meno inconsapevolmente crudeli verso i soggetti più deboli e bisognosi. È invece necessaria la presenza di un terapeuta che sappia valorizzare le potenzialità trasformative del gruppo dei pari, ma che al contempo contenga e tenga sotto controllo quegli aspetti che potrebbero rivelarsi pericolosi o, peggio, distruttivi. Il lavoro di gruppo con gli adolescenti inoltre consente anche al conduttore di fare i conti con la propria adolescenza e dunque con l’ambivalenza fra il desiderio di dipendenza e quello di solitudine ed emancipazione, che se caratterizza l’adolescenza resta comunque una costante dell’esistenza. Questo ci permette di non dimenticare il potenziale valore organizzatore della crisi adolescenziale e di comprendere che l’adolescenza non è solo una fase della vita ma anche una specifica disposizione dell’umano sentire cui vale la pena di attingere nel corso di tutta l’esistenza. Parole chiave: Adolescenza-tempo, gruppo, separazione-individuazione.

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Silvia Corbella, Il lavoro di gruppo con gli adolescenti in "GRUPPI" 1/2002, pp , DOI: