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Dalla riforma Mac Sharry ad Agenda 2000: il processo di greening della Pac
Titolo Rivista: QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria 
Autori/Curatori:  Roberto Henke 
Anno di pubblicazione:  2002 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  36 Dimensione file:  248 KB

Dalla riforma Mac Sharry ad Agenda 2000: il processo di greening della Pac (di Roberto Henke) - ABSTRACT: In questo lavoro si ricostruisce il lungo e complesso processo di integrazio-ne di obiettivi ambientali nella politica agraria dell’UE. Tale processo, mirato alla diffusione di tecniche produttive a basso impatto sulle risorse, alla cura del paesaggio rurale e alla diversificazione economica della aree rurali, al miglio-ramento della qualità dei prodotti alimentari e alla tutela della salute del con-sumatore, ha preso piede con la riforma Mac Sharry della politica agricola co-mune del 1992, soprattutto grazie all’introduzione delle misure di accompa-gnamento, ma anche in seguito ad una revisione delle organizzazione comuni di mercato e all’introduzione dei pagamenti diretti. Il processo di greening della Pac è stato rafforzato con la riforma di Agenda 2000, in particolare grazie all’inserimento delle misure agroambientali nei piani di sviluppo rurale e con l’approvazione del regolamento orizzontale, e ha subìto una forte accelerazione in seguito a due ordini di fattori: da un lato, la questione legata alla salubrità degli alimenti, che ha messo in discussione la sopravvivenza stessa di un soste-gno ai produttori come è concepito oggi; dall’altra, la revisione della Pac pre-vista a metà del percorso di Agenda 2000 (mid term review), che dovrà tenere conto di alcuni aspetti rilevanti, quali l’allargamento ad Est dell’UE, il negozia-to agricolo in seno al Wto e le perduranti questioni di bilancio della Pac. Nel complesso, l’integrazione di obiettivi ambientali con le politiche agricole e di sviluppo rurale è risultata fin qui parziale ed incompleta, in quanto basata sul condizionamento a strumenti che hanno finalità diverse e che sono prevalente-mente legati alla politica settoriale. Sarebbe dunque più efficace spostare l’attenzione verso l’individuazione di specifici obiettivi ambientali e rafforzare gli strumenti di natura territoriale che l’UE ha a disposizione, ma che oggi sono su-bordinati alla politiche settoriali e di mercato.


Roberto Henke, in "QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria" 1/2002, pp. , DOI:

   

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