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Il panorama multireligioso in Italia all'inizio del 2001
Titolo Rivista: AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI 
Autori/Curatori: Franco Pittau 
Anno di pubblicazione:  2002 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  8 Dimensione file:  28 KB

Viene esposto l’aggiornamento sull’appartenenza religiosa degli immigrati, che la Caritas di Roma conduce annualmente in collaborazione con la Fondazione Migrantes. Come dato di rilievo di questi ultimi anni viene presentato l’aumento dei musulmani, per il fatto che i paesi a maggiore pressione migratoria (dal Nord Africa, all’Albania, al Subcontinente Indiano) sono quelli che alimentano la consistenza di questa comunità religiosa. Su questo andamento influisce anche le quote predeterminate dei flussi migratori, nelle quali parimenti vari paesi a maggioranza musulmana nel 2000 sono stati ben rappresentati, a dire il vero non per questa specificità religiosa bensì per la vicinanza geografica e per il fatto di aver stipulato accordi di riammissione con l’Italia (Albania, Tunisia e Marocco). Invece area a predominanza cattolica, come le Filippine o l’America Latina, hanno aumentato la loro presenza ma in misura più ridotta. Un altro aspetto innovativo dello studio è la stima dell’appartenenza religiosa a scuola, dove gli studenti musulmani hanno raggiunto una percentuale più alta rispetto a quella che hanno gli adulti musulmani rispetto alla generalità degli immigrati. Questo significa che vari paesi a prevalenza musulmana, a partire dal Marocco, dimostrano una più spiccata rilevanza all’insediamento con i loro familiari, cosa che non sempre avviene tra gli immigrati dell’Est Europeo, che costituiscono con i loro immigrati la larga maggioranza dei flussi temporanei. Da tutto ciò si deve trarre motivo di preoccupazione? L’Autore non è di questo avviso. Una riflessione approfondita anche su questi aspetti, andando oltre luoghi comuni e pregiudizi, servirà a dare maggiore spessore qualitativo alla politica migratoria e a porre le premesse per una convivenza pacifica. L’Occidente, caratterizzato congiuntamente dalla tradizione cristiana e da una cultura pluralistica, è chiamato a dare testimonianza di apertura sul proprio territorio e ad adoperarsi, anche per il tramite degli immigrati, perché questa apertura venga globalizzata e le differenze religiose finiscano di essere motivo di contrapposizione.


Franco Pittau, in "AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI" 3/2002, pp. , DOI:

   

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