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La dilemmaticità della coscienza: il carteggio Freud-Binswanger
Journal Title: PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE 
Author/s: Mauro Fornaro 
Year:  2003 Issue: Language: Italian 
Pages:  27 FullText PDF:  119 KB

Il carteggio pubblicato in edizione tedesca nel 1992 (non ancora in italiano), mentre offre talune sorprese in ordine al rapporto di Freud coi malati psichiatrici - che inviava alla clinica di Binswanger in Svizzera - e illumina aspetti meno noti della personalità di Binswanger, conferma ad abundantiam il travagliato rapporto emotivo di Freud coi discepoli. Le radici dell’autonomia intellettuale in Binswanger germinano proprio riflettendo sui limiti dell’opera freudiana - giudicata troppo «empirica» - , ma nonostante le crescenti divaricazioni, l’amicizia si consolida, all’insegna della comunanza nei lutti e nelle preoccupazioni per la morte. Osservando che la straordinaria personalità di uomo e di scienziato di Freud è inspiegabile attraverso la teoria di Freud, Binswanger inaugura la tesi della irriducibilità dello «spirito» (Geist) alle dinamiche libidico-pulsionali. È così che la riconduzione della psichicità allo spirito in Binswanger di contro alla riduzione della coscienza e dello «spirito» all’inconscio in Freud, delineano due traiettorie divaricanti, che faranno del loro, in definitiva, un dialogo tra sordi. Si ridisegna in questo modo nelle vicende tra le due personalità il medesimo chiasma che pare contrassegnare in nuce il rapporto tra coscienza e inconscio, per cui la secondarietà genetica della coscienza si rovescia nel suo primato gnoseologico e assiologico, e viceversa per l’inconscio.

Mauro Fornaro, in "PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE" 1/2003, pp. , DOI:

   

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