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Il nazionalismo in Spagna: un'analisi comparata
Journal Title: AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI 
Author/s: Daniele Perico 
Year:  2003 Issue: Language: Italian 
Pages:  40 FullText PDF:  127 KB

Pur essendo la Spagna uno dei più antichi stati unitari europei, dialettica centro periferia, è una costante della storia spagnola. Con i re cattolici e la conquista di Granada nel 1492 e di Navarra nel 1512 si realizza la costituzione dello stato spagnolo, mediante la unione, nella persona dei rispettivi sovrani, dei regni di Castiglia e di Aragona, con i territori dipendenti. Questa unione personale non implicò la scomparsa delle peculiarità giuridiche e istituzionali dei differenti regni, che furono formalmente rispettate durante la dinastia degli Asburgo di Spagna. L'unità della monarchia degli Asburgo fu compatibile con la diversità dei regni e dei rispettivi ordinamenti giuridici, anche perchè quella monarchia non aveva un concetto della nazionalità spagnola. Il processo di centralizzazione dello stato fu risolto con Filippo V, il primo monarca della casa di Borbone il quale, con i "decretos de nueva planta" del 1707 e I714 abolì i "fueros" (magistrature autonome) di Aragona, Catalogna, Baleari e Valencia (territori che si erano schierati a favore dell'altro pretendente, l'arciduca Carlo d'Asburgo) e conservò invece i fueros di Navarra e paese basco, rimasti fedeli alla casa di borbone. Con la nuova dinastia, si importa in Spagna il modello organizzativo francese, di carattere essenzialmente centralista.

Daniele Perico, in "AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI" 1/2003, pp. , DOI:

   

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