Una sentenza che viene da lontano: la Corte di cassazione conferma l’applicazione dell’art. 31 co. 3 per tutelare nella sua integrità lo sviluppo psico-fisico dei minori stranieri

Titolo Rivista: DIRITTO, IMMIGRAZIONE E CITTADINANZA
Autori/Curatori: Claudio Cottatellucci, Luca Villa
Anno di pubblicazione: 2010 Fascicolo: 1 Lingua: Italiano
Numero pagine: 7 P. 109-115 Dimensione file: 45 KB
DOI: 10.3280/DIRI2010-001007
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Con la sentenza n. 22080/2009, seguita dopo poco dalla n. 823/2010 del 19.1.2010, la Corte di cassazione ha confermato l’orientamento dei tribunali per i minorenni che, concedendo l’autorizzazione ex art. 31 co. 3 TU d.lgs. n. 286/1998, riconoscevano i "gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico" del minore nei danni derivanti dall’allontanamento del genitore irregolare. Su questa decisione - molto attesa - con cui la Suprema Corte ha preso posizione su uno degli aspetti attualmente più controversi della legislazione minorile, riflettono due magistrati minorili. <br/> Luca Villa, esaminate le varie tipologie di ricorsi ex art. 31, evidenzia gli effetti che ha avuto la legge 94/2009 (il c.d. pacchetto sicurezza) sull’insieme degli interventi del tribunale per i minorenni: l’inasprimento del trattamento del migrante potrà avere un effetto paradossale, ovvero anticipare le istanze ex art 31, magari su sollecitazione degli stessi servizi sociali, ed i provvedimenti del tribunale anche in situazioni che in seguito non risulteranno meritevoli. Tale situazione inoltre potrà portare (una volta che si accede all’interpretazione propugnata dalle sentenze della Cassazione che qui si commentano) i ricorsi ex art 31 numeri assoluti, e percentuali rispetto ai carichi degli uffici, difficilmente sostenibili. <br/>Claudio Cottatellucci esamina il richiamo alle fonti, ampiamente trattato nelle due sentenze che richiamano una trama di principi costituzionali in tema di diritti dei minori elaborata già nel corso degli anni ’70 dello scorso secolo, allora essenzialmente con riferimento alla condizione della minore età, ancor più dell’infanzia, ed ai temi della sua protezione e dell’abbandono, in un momento storico in cui l’Italia ancora era, o quanto meno si rappresentava, più Paese di emigrazione che di immigrazione. È infatti tutta direttamente riconducibile a questa elaborazione culturale, per tanti aspetti fondativa della giurisprudenza minorile, l’esplicitazione del "catalogo dei diritti" dei minori tracciato nelle due pronunce.

Claudio Cottatellucci, Luca Villa, Una sentenza che viene da lontano: la Corte di cassazione conferma l’applicazione dell’art. 31 co. 3 per tutelare nella sua integrità lo sviluppo psico-fisico dei minori stranieri in "DIRITTO, IMMIGRAZIONE E CITTADINANZA" 1/2010, pp 109-115, DOI: 10.3280/DIRI2010-001007