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L’uso della violenza come ricerca dell’impossibile. Ipotesi interpretative per un intervento psicoanalitico
Titolo Rivista: GRUPPI 
Autori/Curatori: Gianni Fantuzzi 
Anno di pubblicazione:  2009 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  8 P. 119-126 Dimensione file:  285 KB
DOI:  10.3280/GRU2009-002013
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Come ha sottolineato Renato de Polo: "Con la violenza ci si prefigge di conseguire degli obiettivi impossibili: ogni gruppo esige di affermare la propria purificazione assoluta attribuendo la colpa all’altro per mezzo della proiezione di tutto il male su di esso". Partendo da questo spunto, si sostiene l’ipotesi che il perpetuarsi del conflitto tra israeliani e palestinesi derivi, oltre che da motivazioni geo-politiche ed economiche, anche da cause psicologiche. L’attribuzione del male e della distruttività all’altra parte ha lo scopo di purificarsi e di liberarsi dal pericolo che il proprio potenziale maligno potrebbe danneggiare anche le persone amate. L’ulteriore riflessione che viene proposta in questo lavoro riguarda il fanatismo religioso: esso permette di affermare la prospettiva di pensiero secondo la quale se il colpevole è l’altro, viene in tal modo accordata la propria purificazione e assecondato il proprio ruolo di vittima, acquisendo il diritto di uccidere l’avversario in nome del Dio. Nella lotta contro i nemici, il gruppo esporta all’esterno la minaccia di morte e assume su di sé il potere di uccidere in nome della giustizia, diventando così una sorta di divinità. Il gruppo costituisce infatti la fonte di un sogno fondamentale che dispensa l’illusione di trascendere il limite della morte individuale. In questo contesto, la psicoanalisi con il proprio setting, oltre alle concettualizzazioni relative all’inconscio, ai processi proiettivi e al transfert, può offrire un contributo specifico alla comprensione di questo argomento, fornendo strumenti di modulazione e di regolazione nei conflitti tra i gruppi. Il presupposto per fruire di questo contributo è innanzitutto la destituzione dell’odio e del diritto di uccidere come giustificazione alle proprie rivendicazioni.


Keywords: Violenza, ricerca dell’impossibile, purificazione assoluta del gruppo, uccidere in nome del Dio, proiezione della colpa, intervento psicoanalitico.



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Gianni Fantuzzi, in "GRUPPI" 2/2009, pp. 119-126, DOI:10.3280/GRU2009-002013

   

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