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L’équipe di lavoro come metafora della gara
Titolo Rivista: GRUPPI 
Autori/Curatori:  Antonella Tissot 
Anno di pubblicazione:  2009 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  5 P. 91-95 Dimensione file:  276 KB
DOI:  10.3280/GRU2009-003005
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Nell’articolo ci si interroga su quali siano i processi che fan sì che un gruppo di lavoro diventi un "buon" gruppo di lavoro. Si vuole prendere la distanza da idealizzazioni difensive circa la bontà dell’équipe, sottolineando i molteplici aspetti di ambivalenza presenti in ogni gruppo che si rispetti, la cui forza non è data quasi mai dalle uguaglianze ma, il più delle volte, dalle differenze. Si sa che l’arte dello stare in gruppo fonda le sue radici su antiche credenze secondo le quali è meglio avanzare che indietreggiare, come succede in battaglia o in gara. Questo approccio marziale spesso soddisfa unicamente le nostre aspettative narcisistiche ma non sempre fa vincere la squadra. La non ricerca forzata del medesimo linguaggio, della coesione, dell’uniformità, invitano alla metafora della gara nella quale è richiesta, come è noto, oltre ad una severa disciplina, anche una certa dose di competizione, consapevolezza dei propri limiti, rispetto e conoscenza degli avversari.


Keywords: Equipe multi professionale, negoziazione, coesione, competizione, ambivalenza, squadra.



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Antonella Tissot, in "GRUPPI" 3/2009, pp. 91-95, DOI:10.3280/GRU2009-003005

   

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