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L'Arno come asse dello sviluppo toscano. Una funzione che si esaurisce
Titolo Rivista: STORIA URBANA  
Autori/Curatori:  Lando Bortolotti 
Anno di pubblicazione:  2009 Fascicolo: 125 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  23 P. 11-33 Dimensione file:  1006 KB
DOI:  10.3280/SU2009-125002
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L’argomento del saggio è il sistema di trasporto delle merci per vie d’acqua interne, fiumi canali e laghi, che faceva capo all’Arno, nel Granducato di Toscana e nel piccolo Stato di Lucca, fra il 1737 e il 1859 cioè nell’epoca dei granduchi Asburgo Lorena. Sono presi in esame l’organizzazione politico-amministrativa, e aspetti geografici e tecnici: l’Arno come confine e/o elemento di unità, le infrastrutture della navigazione, le imbarcazioni; ed anche le politiche condotte dai Lorena, in base ai valori diffusi dall’illuminismo L’importanza del trasporto per via d’acqua cala, anche durante il regno del principe riformatore Pietro Leopoldo. Mancano riforme organiche, gli interventi sono pochi, più per conservare che per riformare. In realtà la preminenza è data alle strade, conformemente alle teorie degli illuministi e agli esempi stranieri. Il cambiamento dei valori, l’eliminazione dei privilegi, dei vincoli e dell’assistenza ai poveri con i prezzi "politici" delle "grasce" porta trasformare il lago di Bientina, e vari decenni dopo quello di Fucecchio, in aree coltivate, a favore del ceto fondiario toscano.




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Lando Bortolotti, in "STORIA URBANA " 125/2009, pp. 11-33, DOI:10.3280/SU2009-125002

   

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