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Acque regolamentate: gli statuti delle comunità e le disposizioni dei governi
Titolo Rivista: STORIA URBANA  
Autori/Curatori: Denise Ulivieri 
Anno di pubblicazione:  2009 Fascicolo: 125 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  21 P. 59-79 Dimensione file:  718 KB
DOI:  10.3280/SU2009-125004
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L’acqua era un bene comune e prezioso e le autorità si occupavano della sua salva- guardia. Fossi, corsi, cadute d’acqua erano un fattore di produzione al pari della terra, delle miniere di ferro, di carbone, di argento e le comunità impararono a sfruttare in maniera sempre più efficiente l’energia idraulica. Le comunità locali si impegnavano a rendere efficienti i sistemi delle acque evitando che le acque si guastassero, che gli argini e i terrapieni cedessero. Nel corso del XVIII secolo si cerca di sperimentare "modi più sicuri di riparare à danni, che sogliono farsi dall’Acque". La rassegna e l’analisi del quadro normativo, dalla fine del 1600 ai primi decenni del 1700, in materia di acqua evidenzia una serie di affinità e continuità con le disposizioni statutarie circa la regolamentazione in genere. Dalla seconda metà del XVIII secolo le riforme leopoldine influenzano pesantemente anche la gestione del regime delle acque.




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Denise Ulivieri, in "STORIA URBANA " 125/2009, pp. 59-79, DOI:10.3280/SU2009-125004

   

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