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Acque morte: il lago e la palude di Bientina nel Settecento
Titolo Rivista: STORIA URBANA  
Autori/Curatori: Andrea Zagli 
Anno di pubblicazione:  2009 Fascicolo: 125 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  31 P. 101-131 Dimensione file:  1221 KB
DOI:  10.3280/SU2009-125006
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Il caso della palude di Bientina, una vasta zona umida bonificata mediante canalizzazioni alla vigilia dell’unità d’Italia, viene indagato cercando di coglierne la complessità e le contraddizioni. La presenza di un confine politico fra Lucca e Firenze compromise fino a metà ‘800, in virtù di interessi divergenti, ogni tentativo di condividere soluzioni e progetti di bonifica. Il saggio cerca di spiegare come le acque stagnanti di Bientina - "le acque morte" - fossero ancora nel XVIII secolo un ecosistema umido estremamente composito e, e come tale appariva nella cartografia e nelle fonti storiche. In realtà potremmo parlare, ribaltando in positivo lo stereotipo "palustre", di acque estremamente "vive", intorno alle quali ruotavano, da secoli, complesse forme di organizzazione economica e sociale. A partire dalle riforme del '700 iniziò a prevalere un modello di sviluppo incentrato sull’agricoltura e sulla progressiva riduzione e ‘domesticazione’ di questo paesaggio di acque. Non si trattò, tuttavia, di un processo inevitabile ma di una graduale e assai contrastata affermazione di un modo diverso di intendere e di utilizzare lo spazio ambientale.




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Andrea Zagli, in "STORIA URBANA " 125/2009, pp. 101-131, DOI:10.3280/SU2009-125006

   

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