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In difesa del controverso concetto di identificazione primaria
Titolo Rivista: PSICOANALISI 
Autori/Curatori: Friedrich-Wilhelm Eickhoff 
Anno di pubblicazione:  2010 Fascicolo: 1  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  20 P. 5-24 Dimensione file:  549 KB
DOI:  10.3280/PSI2010-001001
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L’articolo si basa sulle osservazioni non sistematiche di Freud sull’importanza dell’identificazione primaria. Si va dalla "prima e originale forma di legame emotivo", alla "più significativa identificazione dell’individuo" con il "padre della preistoria personale" fino all’annotazione del 12 Luglio 1938 sull’"avere e l’essere l’oggetto". Fenichel e Gaddini hanno sottolineato la vicinanza all’imitazione, Ferenczi alla mimica, Anna Freud, Freeman, Cameron e McGhie così come Kristeva e Loch al carattere restitutivo nella patologia grave. Si ringraziano Sandler e Sandler, Amati Mehler e Ogden per il collegamento tra l’identificazione primaria e la percezione sensoriale. Il richiamo di Loch alla comparabilità dell’Io ideale e del soggetto trascendentale di Kant richiede un ulteriore chiarimento. I neuroni specchio forniscono un correlato neurobiologico dell’identificazione primaria, come delineato da Freud nel lavoro sul motto di spirito anticipato dalla mimesi, un concetto di Benjamin e Adorno integrato dalle idee psicoanalitiche sull’identificazione primaria. Alcuni aspetti di tre vignette dimostrano la rilevanza clinica dell’identificazione primaria. L’autore evidenzia la diversità rispetto all’identificazione proiettiva. L’identificazione primaria e il concetto della monade di Grunberger invece sono comparabili e compatibili.


Keywords: Identificazione primaria, imitazione, sensoriale, essere l’oggetto, avere l’oggetto

Friedrich-Wilhelm Eickhoff, in "PSICOANALISI" 1/2010, pp. 5-24, DOI:10.3280/PSI2010-001001

   

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