Mimèsi e rito: tra ripetizione e creatività. Dare forma al non espresso: trasformazioni creative in gruppi di bambini e di adolescenti

Titolo Rivista: GRUPPI
Autori/Curatori: Adriana Dondona
Anno di pubblicazione: 2010 Fascicolo: 1 Lingua: Italiano
Numero pagine: 14 P. 49-62 Dimensione file: 319 KB
DOI: 10.3280/GRU2010-001005
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Si descrive l’esperienza di gruppi terapeutici ed esperienziali, condotti in scuole elementari e medie ed in un servizio ASL romano di neuropsichiatria infantile, per bambini e adolescenti con problemi d’apprendimento e di condotta spesso legati all’ambiente sociofamiliare. Gli esempi clinici illustrano come la mimèsi e la ritualità siano utilizzate dai ragazzi, nel campo gruppale, per sperimentare rappresentazioni di sé meno ripetitive ed imbastire una narrazione soggettiva, originale, del proprio mondo emotivo e relazionale. La mimèsi genera contagi di emozioni e fantasie, rappresenta una forza magnetica che avvia il pensiero gruppale, la socialità sincretica, il formarsi di alleanze, complicità e antagonismi, stimola il rispecchiamento, l’empatia e la costruzione di "oggetti sé" transizionali, produce sia fenomeni di conformismo, che occasioni di trasformazione, aiutando a superare l’imitazione passiva, per cercare il proprio modo originale di ri-produrre la realtà. La mimèsi creativa, che il gruppo scopre, coglie dell’esperienza l’ambiguo e l’indifferenziato, per offrirgli una nuova espressione, che contiene parti di sé inesplorate, insieme a ciò che accade e incontriamo. Così le azioni rituali dei gruppi, pur riproducendo forme sociali conosciute e spesso subite, creano una cornice simbolica evocativa, che rompe il flusso indistinto dell’esistere e stimola a "giocare" con la ricerca di significati, con le aspettative, i paradossi e i punti oscuri dell’esperienza, destrutturando e ristrutturando l’abitudinario. Per questi bambini e adolescenti, troppo condizionati da modelli omologanti, spesso esposti ad esperienze traumatiche o profondamente ambivalenti sul piano psico-affettivo, tali da farli sentire riempiti proiettivamente di bisogni, desideri altrui, ed espropriati di aree vitali di espressività, è importante sperimentare una mimèsi che non copia, ma re-interpreta l’alterità, in una tensione costante tra alienazione e soggettività, per costruire un processo autonomo e creativo di crescita individuale e collettivo.

Adriana Dondona, Mimèsi e rito: tra ripetizione e creatività. Dare forma al non espresso: trasformazioni creative in gruppi di bambini e di adolescenti in "GRUPPI" 1/2010, pp 49-62, DOI: 10.3280/GRU2010-001005