Dalla mentalità talebana alla democrazia degli affetti in un gruppo di bambini

Titolo Rivista: GRUPPI
Autori/Curatori: Leonardo Boatti
Anno di pubblicazione: 2010 Fascicolo: 1 Lingua: Italiano
Numero pagine: 11 P. 63-73 Dimensione file: 427 KB
DOI: 10.3280/GRU2010-001006
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La psicoterapia analitica dell’età evolutiva viene a trovarsi in questi ultimi anni in una fase di profondo rinnovamento dal punto di vista metodologico e operativo. Viviamo in una società "narcisistica", improntata sulla soddisfazione immediata del bisogno e delle mete pulsionali. Ciò comporta un’ipotrofia dell’area preconscia-transizionale, dello sviluppo della capacità di pensiero e del mantenimento dei legami. Kaës sottolinea l’importanza di un buon sviluppo dell’area transizionale o preconscia, indispensabile per tollerare l’attesa, la frustrazione, necessaria per lo sviluppo della capacità riflessiva. Lebovici afferma che «molti adolescenti della generazione attuale non sanno che agire e sono condannati a non elaborare le loro emozioni, che non sanno rappresentare». In parallelo sempre più bambini non sanno giocare: "presentano" più che rappresentano i propri vissuti. Il terapeuta dell’età evolutiva si trova ad affrontare gruppi di bambini la cui modalità di comunicare le proprie emozioni è prevalentemente sensoriale-corporea. Viene messa a dura prova la capacità contenitiva e conservativa il pensare. Il faticoso lavoro del terapeuta consiste nel permanere in una situazione bioniana di K- e nel tradurre in parole e pensieri, attraverso rappresentazioni e gioco (play), espressione di ciò che sta avvenendo in quel momento nel gruppo, le comunicazioni affettive ed emotive espresse con la sensorialità e il corpo. Ciò permette nel tempo la creazione di una membrana preconscia (membrana di contatto bioniana) capace, come la membrana cellulare, di favorire lo scambio fra dentro e fuori, fra conscio e inconscio. Nell’abstract la esemplificazione clinica tratta un gruppo di bambini il cui cambiamento della composizione ha determinato lo scontro anche violento fra i rappresentanti delle due modalità di comunicazione degli affetti. In particolare l’arrivo di due femmine favorisce il faticoso e doloroso cambiamento della struttura e soprattutto della mentalità del gruppo: da una mentalità talebana a una mentalità democratica degli affetti. Si assiste a un conflitto fra una modalità maschile improntata sull’azione e sul gioco (game) come veicolo delle emozioni e una modalità femminile improntata sulla parola e sul pensiero.

Leonardo Boatti, Dalla mentalità talebana alla democrazia degli affetti in un gruppo di bambini in "GRUPPI" 1/2010, pp 63-73, DOI: 10.3280/GRU2010-001006