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La psico-cosa, dall’invisibile al visibile: vedere, sentire, percepire, rappresentare, pensare l’adolescenza
Titolo Rivista: GRUPPI 
Autori/Curatori: Angela Baldassarre 
Anno di pubblicazione:  2010 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  15 P. 87-101 Dimensione file:  393 KB
DOI:  10.3280/GRU2010-001008
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È spesso presente negli adolescenti la convinzione che quando c’è un disagio psichico il "problema" possa essere assente o come accade frequentemente venga esternalizzato, proiettato sui genitori, sugli insegnanti ecc., perché sentono una estraneità alle loro difficoltà. Questo processo può accadere anche tra le varie istituzioni coinvolte, famiglia, scuola... Il sentire in adolescenza presenta forti intensità emotive, affettive tali da compromettere la loro rappresentabilità e pensabilità. Cosa accade quando si presentifica il crollo psichico? Si avverte un pericolo per la propria identità ed i fantasmi, le immaginazioni, le fantasie diventano "le psico-cose" senza possibilità di distinzione tra l’interno e l’esterno, tra il vissuto, il percepito e l’accaduto, generando cosi fenomeni come dispersione dell’identità, identità negative, confusività e/o forti dipendenze da persone o cose pur di ritrovare disperatamente un Io possibile.


Keywords: Adolescenza, proiezione, identità di gruppo, pensabilità, rappresentabilità, psico-cosa.



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Angela Baldassarre, in "GRUPPI" 1/2010, pp. 87-101, DOI:10.3280/GRU2010-001008

   

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