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Riuso temporaneo, come pratica che ‘apprende’ la cittadinanza?
Titolo Rivista: TERRITORIO 
Autori/Curatori: Pierluigi Crosta 
Anno di pubblicazione:  2011 Fascicolo: 56 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  2 P. 82-83 Dimensione file:  436 KB
DOI:  10.3280/TR2011-056011
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Le città sono da sempre interessate da continui fenomeni di riuso ‘funzionale’ e da processi di riuso che si presentano in modo assai diverso, pensiamo ai fenomeni di terziarizzazione e quelli di ghettizzazione (fra questi, la gentrification). Cosa ci suggeriscono, invece, i casi di riuso temporaneo? Che possono diventare occasioni, per gli abitanti della città, di ‘farsi attori’ politici. Questa prospettiva ripropone al centro dell’attenzione le pratiche di riuso come costrutti interattivi (tra soggetti di diverso tipo, e tra materie o settori di problemi). Come costrutti, e non sistemi, d’interazione, per sottolineare il carattere di prodotto ‘in corso d’opera’ e non predeterminato, che invece rinvia, in genere, alla predefinizione di quali soggetti sono da considerare attori, con quali ruoli e in vista di quali fini. Viceversa, ragionare in termini di costrutti è una strategia per considerare effettivamente aperta, indeterminata l’interazione, durante la quale (e non antecedentemente) si vengono defi nendo gli attori, le materie e gli interessi in gioco, e le relazioni e le regole d’interazione, tra gli uni e gli altri.


Keywords: Pratiche di cittadinanza; regole d’interazione; politica esigente



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Pierluigi Crosta, in "TERRITORIO" 56/2011, pp. 82-83, DOI:10.3280/TR2011-056011

   

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