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Dalla comunità di villaggio allo stato. La ricerca-azione nella prassi operativa quotidiana dell’Ong cambogiana "krom"
Titolo Rivista: RICERCHE DI PSICOLOGIA  
Autori/Curatori: Maddalena Gregori 
Anno di pubblicazione:  2009 Fascicolo: 3-4  Lingua: Italiano 
Numero pagine:  14 P. 235-248 Dimensione file:  374 KB
DOI:  10.3280/RIP2009-003014
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L’articolo si occupa dell’intervento di sviluppo integrato (economico, sociale e individuale) svolto dall’Ong Krom Akphiwat Phum nell’area nord ovest della Cambogia all’indomani della fine della guerra che ha insanguinato il Paese per più di vent’anni. L’intervento, iniziato nel 1993, si è proposto inizialmente di reintegrare nella società cambogiana l’enorme massa di rifugiati provenienti dai campi profughi posti lungo i confini della Thailandia; successivamente, di offrire strumenti per lo sviluppo delle nuove comunità così formate e infine di proporsi come sostegno per lo sviluppo di un movimento di base in grado di rapportarsi con le forze che governano il Paese in modo democratico e partecipato. La metodologia utilizzata da Krom è stata ed è tuttora quella dell’intervento-azione, con una presenza continuativa degli operatori nei villaggi e con un coinvolgimento diretto della popolazione nell’analisi dei problemi, nella scelta delle soluzioni e nell’elaborazione dei progetti di sviluppo. I risultati ottenuti sono stati superiori a quelli di altre Ong attive nello stesso periodo, soprattutto in termini di empowerment della popolazione e di self-efficacy. Ma, col tempo e con la sempre maggior complessità degli interventi, alcuni elementi di criticità hanno iniziato ad emergere, soprattutto per quanto riguarda i rapporti tra gli operatori e la struttura dell’Ong. In sostanza, da una recente valutazione esterna emergono tre rilevanti punti di criticità: 1. la mancanza di ruoli certi e competenze professionali specifiche che rende la rotazione tra le diverse funzioni del Programme Management Team poco funzionale e di scarso sostegno per i membri dello staff; 2. la mancanza di un punto di vista esterno, una figura di supporto per gli operatori dello staff, che da troppi anni si relazionano tra loro e solo tra loro, e che cominciano a mostrare segni di burn out; 3. il confuso rapporto/concetto di potere, che porta l’Ong a doversi reinterrogare su quale sia la struttura (autorevole/democratica) più giusta per funzionare al meglio.




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Maddalena Gregori, in "RICERCHE DI PSICOLOGIA " 3-4/2009, pp. 235-248, DOI:10.3280/RIP2009-003014

   

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