Afghanistan, i talebani ed il "Grande gioco"

Titolo Rivista: FUTURIBILI
Autori/Curatori: Matteo Piacentini
Anno di pubblicazione: 2011 Fascicolo: 1-2 Lingua: Italiano
Numero pagine: 17 P. 19-35 Dimensione file: 292 KB
DOI: 10.3280/FU2011-001003
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L’Afghanistan è stato spesso un luogo in cui macro-attori hanno giocato un "Grande gioco". L’Ottocento ha visto la Russia e l’Inghilterra attori del "Grande gioco", i paesi dell’Asia centrale e l’Afghanistan ne erano succubi. Negli anni Ottanta del Novecento la Russia sovietica cerca di risolvere autonomamente questo gioco assimilando questo paese ai paesi dell’Asia centrale. Ma altri due attori principali si inseriscono nel "Grande gioco", e cioè si tratta del Pakistan e degli Stati Uniti, che scalzano i russi dall’Afghanistan, utilizzando forze locali come, prima i <i> mujaheddin </i>, e poi dopo i talebani, fortemente sostenuti dal Pakistan e altrettanto fortemente orientati religiosamente con i caratteri sunniti. L’Autore mette in risalto però come il petrolio sia il punto di riferimento del "Grande gioco". E, con il crollo dell’Unione Sovietica assumono importanza i paesi dell’Asia centrale, in primo luogo il Turkmenistan. Da questo punto di vista l’Afghanistan diventa il punto di connessione di <i> pipeline </i> tra questi paesi exsovietici e il Pakistan, con il sostegno degli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita. L’orientamento fondamentalista dei talebani, e poi il loro approccio al terrorismo di Al Qaeda diffuso sia verso la parte occidentale del Pakistan che in alcuni paesi dell’Asia centrale, indeboliscono la posizione del Pakistan nel ruolo del "Grande gioco" ed invece inseriscono in questo, oltre agli Stati Uniti, anche la Russia, la Cina, l’India. È un "Grande gioco" in cui elemento importante è l’utilizzo del petrolio dei paesi dell’Asia centrale, e in secondo luogo la lotta comune al terrorismo di orientamento Al Qaedista.

Matteo Piacentini, Afghanistan, i talebani ed il "Grande gioco" in "FUTURIBILI" 1-2/2011, pp 19-35, DOI: 10.3280/FU2011-001003