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Fra nazioni e piccole patrie. "Padroni" e mercanti liguri sulle rotte tirreniche del secondo settecento
Titolo Rivista: SOCIETÀ E STORIA  
Autori/Curatori: Annastella Carrino 
Anno di pubblicazione:  2011 Fascicolo: 131 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  32 P. 36-67 Dimensione file:  738 KB
DOI:  10.3280/SS2011-001002
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Nell’immagine storiografica diffusa, l’economia settecentesca si presenta come una macchina che produce sviluppo e, al tempo stesso, dominazione e emarginazione. Ai suoi vertici si collocherebbero potenze superiori sotto il profilo della capacità produttiva, mercantile e politico-militare; all’altra estremità, residuerebbero spazi secondari, praticabili da soggetti privi di ambizioni, relegati dentro circuiti locali in grado di affacciarsi a quelli più ampi solo in un nesso di subordinazione, o collocandosi sul crinale fra lecito e illecito. Accogliendo suggestioni presenti in studi recenti, l’a. prova a sfumare e complicare questa immagine, sottolineando come una parte significativa dell’espansione commerciale mediterranea settecentesca veda come protagonisti soggetti, luoghi e pratiche spesso privi di capitali rilevanti, saperi codificati e protezioni statali robuste. Il nuovo protagonismo dei "Genovesi" al centro di questo contributo non si pone in continuità con la gloriosa storia del commercio e della finanza genovesi fra tardo medioevo e prima età moderna. Essi sono in realtà micro-mercanti provenienti non dalla Dominante, ma da alcuni borghi costieri liguri. Non restano tuttavia figure marginali: riescono invece a fuoriuscire dall’andirivieni del piccolo cabotaggio e a diventare protagonisti di una parte significativa del commercio in grande, inventando modi di fare mercato, strumenti inediti per acquisire informazione e fiducia. Alla base della loro vitalità vi è un anche rapporto forte e mai interrotto con i villaggi natali: minuscoli centri costieri, debolissimi sotto il profilo demografico, istituzionale, commerciale e finanziario, ma al tempo stesso custodi di un capitale relazionale importante, di funzioni mercantili decisive per il loro successo imprenditoriale. Tratteggiando biografie individuali e di gruppo, il saggio suggerisce l’immagine di un Mediterraneo settecentesco affollato di attori, pratiche e luoghi non sempre canonici. Ignorandoli e concentrandosi esclusivamente sulle grandi imprese mercantili, sulle grandi "nazioni" protette da mercantilismi prepotenti, si rischierebbe di non comprendere il funzionamento di questo mercato in una fase decisiva della sua trasformazione.


Keywords: Mediterraneo settecentesco; commercio marittimo; mercanti liguri; consoli genovesi; luoghi deboli; Marsiglia



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Annastella Carrino, in "SOCIETÀ E STORIA " 131/2011, pp. 36-67, DOI:10.3280/SS2011-001002

   

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