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Il ruolo della certificazione in psichiatria: effetti iatrogeni e funzioni terapeutiche
Titolo Rivista: RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA 
Autori/Curatori: Paolo Severino 
Anno di pubblicazione:  2011 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  19 P. 111-129 Dimensione file:  763 KB
DOI:  10.3280/RSF2011-002009
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L’articolo intende esaminare il problema della certificazione medica in generale e più in particolare della certificazione psichiatrica e considerare il significato e la rilevanza di questa attività medica, le sue implicazioni psicologiche, giuridiche e sociali e il suo ruolo nell’ambito della cura. Un certificato può accordare o negare importanti diritti all’individuo e avere nella vita del paziente una particolare rilevanza, influendo sul decorso della sua malattia, sulle sue scelte e sulla sua collocazione sociale. In analogia ad ogni altro atto medico, vengono considerati i potenziali rischi iatrogeni connessi alle certificazioni mediche. La proliferazione di richieste di certificazioni viene considerato come uno degli aspetti della generale medicalizzazione della vita che trasforma gli individui in potenziali pazienti finendo con il diminuire il livello di salute della società nel suo complesso. Viene sostenuto il punto di vista che dietro la pratica della certificazione vi possono essere necessità e rappresentazioni, spesso illusorie, di sicurezza e di difesa della comunità da quanti mettono in pericolo l’ordine sociale. Viene quindi analizzata la peculiarità della certificazioni in campo psichiatrico in relazione a problemi che riguardano la diagnosi e la prognosi delle malattie mentali, la mancanza di evidenti dati obiettivi, il linguaggio psichiatrico, il consenso alla certificazione e il contesto in cui si svolge la valutazione. Il lavoro arriva alla conclusione che è necessario che il medico, quando agisce con funzioni di tipo medico-legale, e lo psichiatra sviluppino una maggiore consapevolezza del potenziale iatrogeno e stigmatizzante della certificazione e degli scopi illusori che la società sembra volergli attribuire, per affermare invece la sua funzione di strumento medico che integra gli atti strettamente tecnici della terapia, insostituibile nel far valere i diritti di persone che si possono trovare ad essere temporaneamente o cronicamente malate, privilegiando quelli che favoriscono l’autonomia e non la cronicità e la dipendenza.


Keywords: Medicalizzazione della vita, cure mediche, diritti dei malati, certificazioni psichiatriche



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Paolo Severino, in "RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA" 2/2011, pp. 111-129, DOI:10.3280/RSF2011-002009

   

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