Il cinema e la psicoanalisi: dal set al setting

Titolo Rivista: GRUPPI
Autori/Curatori: Pino Guario, Bianca Maria Rinaldo
Anno di pubblicazione: 2010 Fascicolo: 3 Lingua: Italiano
Numero pagine: 14 P. 131-144 Dimensione file: 134 KB
DOI: 10.3280/GRU2010-003012
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Il cinema e la psicoanalisi sono stati spesso oggetto di studio e di interesse reciproco sia da parte dei registi che degli psicoanalisti, ma cosa avvicina questi due ambiti? Il legame fra il cinema e la psicoanalisi sembra poter essere rintracciato fin dalla loro origine, intrecciato da eventi apparentemente accidentali, ma che sono in realtà riflesso ed espressione della matrice inconscia collettiva propria della società a cavallo fra XIX e XX secolo. In un’ottica rovesciata, la nascita contestuale delle due discipline può essere letta anche come il prodotto onirico di quella stessa società che, attraversata dalle angosce belliche e dai mutamenti sociali, sembrava ormai pronta a ripensare se stessa a partire dal confronto con i suoi demoni nascosti. In un’estrema semplificazione si può infatti affermare che, al di là delle più complesse analisi sulla relazione fra il linguaggio del cinema e la teoria freudiana, il reale collante che lega indissolubilmente questi due linguaggi dell’anima, sia il loro stesso oggetto di indagine: i fantasmi inconsci che animano il desiderio e le paure dell’individuo nell’incessante ricerca della genesi intrapsichica del Sé e dell’Io, che lascia intravedere però il substrato comune rappresentato dalla matrice unitaria dell’inconscio sociale.

Pino Guario, Bianca Maria Rinaldo, Il cinema e la psicoanalisi: dal set al setting in "GRUPPI" 3/2010, pp 131-144, DOI: 10.3280/GRU2010-003012