Storie che si attraggono. La donna che canta (Incendies) di Denis Villeneuve (Canada, 2010)

Titolo Rivista: PSICOBIETTIVO
Autori/Curatori: Giuseppe Riefolo
Anno di pubblicazione: 2011 Fascicolo: 3 Lingua: Italiano
Numero pagine: 10 P. 161-170 Dimensione file: 126 KB
DOI: 10.3280/PSOB2011-003011
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Nelle separazioni più traumatiche si può perdere tutto, e in questo ci soccorre la rimozione e la negazione. Però è possibile collocare nell’oggetto da cui ci si separa alcuni elementi del Sé che lo terranno vivo e che rappresenteranno una continua tensione tra il soggetto e l’oggetto. Nel film questo è rappresentato dal tatuaggio e da una piccola cantilena che coincidono con la nascita di un figlio mentre ci si separa traumaticamente. Questi due elementi sono <i>fattori</i> che riportano al trauma, ma sono anche <i>funzioni</i> di un legame di vita verso il figlio cercato e alla fine ritrovato. Il film fa pensare che la gravità del contenuto dei processi, per quanto traumatici e terribili, rimane comunque secondaria all’importanza della vitalità dei processi.

Giuseppe Riefolo, Storie che si attraggono. La donna che canta (Incendies) di Denis Villeneuve (Canada, 2010) in "PSICOBIETTIVO" 3/2011, pp 161-170, DOI: 10.3280/PSOB2011-003011