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Valutazionismo o oggettivismo: nell’analisi della malattia mentale abbiamo a che fare con una questione di fatti o di valori?
Titolo Rivista: RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA 
Autori/Curatori: Tim Thornton 
Anno di pubblicazione:  2012 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  12 P. 115-126 Dimensione file:  1522 KB
DOI:  10.3280/RSF2012-001007
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Il livello di comprensione della natura della malattia mentale che le neuroscienze sono in grado di offrire dipende dalla natura della stessa malattia mentale: si tratta, cioè, di un’essenza oggettiva intrinseca oppure di qualcosa di valoriale e socialmente determinato? Il dissenso a questo riguardo è di lunga data. Al fine di gettare qualche luce sul dibattito, l’Autore utilizza, rielaborandolo, lo schema suggerito da Zachar e Kendler per riflettere sulla tassonomia psichiatrica. Secondo Thornton, un approccio radicalmente esternalista della malattia mentale (un esternalismo costitutivo valutazionista) invalida il ruolo svolto dalle neuroscienze. Tuttavia, la divergenza tra una tale posizione valutazionista e il suo opposto oggettivista può riguardare non solo la natura della malattia mentale, ma altresì i termini del dibattito medesimo. Il valutazionista può, infatti, asserire che lo stesso dissenso non è una questione fattuale, ma al contrario valoriale.


Keywords: Fatti, valori, Szasz, Zachar, Kendler, tassonomia, neuroscienze.



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Tim Thornton, in "RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA" 1/2012, pp. 115-126, DOI:10.3280/RSF2012-001007

   

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