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Il nazismo come malattia dell'"anima tedesca"
Titolo Rivista: PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE 
Autori/Curatori: Alberto Burgio 
Anno di pubblicazione:  2012 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  22 P. 187-208 Dimensione file:  357 KB
DOI:  10.3280/PU2012-002002
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Per comprendere quanto avvenne nella Germania e nell’Europa dominate dal nazismo (in particolare lo sterminio pianificato di malati, ebrei, "zingari" e slavi) è indispensabile «capire i tedeschi» (Primo Levi), poiché il regime nazista si avvalse della costante partecipazione attiva della maggioranza della popolazione. Come osservò Thomas Mann, un fattorechiave del consenso plebiscitario ottenuto dal regime fu - insieme a una forte domanda di ordine e sicurezza e alla propensione ad affidarsi alle decisioni di un capo carismatico - il bisogno diffuso di appartenere a una comunità omogenea, coesa e chiusa, il che generò un clima psicologico e morale favorevole alla deumanizzazione degli "estranei" e dei nemici interni ed esterni. Di questi tratti dell’«anima tedesca» (Mann), verosimilmente alimentati da un modello educativo autoritario mutuato dal mondo militare, occorre tenere conto ai fini di una pertinente ricostruzione degli eventi storici.


Keywords: Nazismo, violenza, comunità, deumanizzazione, motivazioni



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Alberto Burgio, in "PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE" 2/2012, pp. 187-208, DOI:10.3280/PU2012-002002

   

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