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La manovra di riduzione dei prezzi dei carburanti in Friuli Venezia Giulia: un quadro di sintesi dal 1997 al 2012
Titolo Rivista: RIVISTA DI ECONOMIA E STATISTICA DEL TERRITORIO 
Autori/Curatori: Gian Pietro Zaccomer 
Anno di pubblicazione:  2012 Fascicolo: Lingua: Italiano 
Numero pagine:  26 P. 34-59 Dimensione file:  1614 KB
DOI:  10.3280/REST2012-002002
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Nel 1997 un intervento di politica economica regionale, legittimato da una specifica normativa nazionale, cercò di riassorbire l’elevato flusso di consumatori del Friuli Venezia Giulia (FVG) che si recavano in Slovenia per fare rifornimento di carburante. Tale manovra introdusse un meccanismo di riduzione territoriale dei prezzi nazionali alla pompa sottomesso all’ipotesi di pareggio di bilancio per le casse regionali, riservando comunque un determinato introito da versare all’Erario nazionale. Dato che gli sconti venivano praticati per singolo veicolo posseduto dai privati cittadini residenti nella regione, ossia indistintamente dalle loro abitudini di rifornimento oltreconfine, affinché la manovra risultasse economicamente sostenibile era necessario che il volume di vendita recuperato fosse tale da compensare gli effetti finanziari degli sconti erogati. Proprio per capire come applicare la normativa e tarare il sistema di sconti differenziato territorialmente, l’amministrazione regionale commissionò uno studio preliminare all’Università degli studi di Udine. Più recentemente, gli stessi ricercatori hanno tracciato un bilancio complessivo dei primi dieci anni di manovra, analizzando nel 2009 anche il cambio di scenario del mercato regionale che portò alla crisi del meccanismo e, quindi, a una nuova mobilità transfrontaliera ai fini del rifornimento non solo verso la Slovenia, ma anche verso l’Austria e il Veneto. Questo lavoro intende fornire un quadro di sintesi piuttosto completo per il periodo 1997-2012, partendo dallo studio preliminare e mettendo anche in risalto il ruolo giocato dal sistema camerale regionale. Si tratta di un quadro quasi definitivo poiché nel 2010 il legislatore regionale ha approvato una nuova legge che, con un diverso meccanismo, ha trovato effettiva applicazione solo a partire dal mese di novembre 2011. Il passaggio dal vecchio al nuovo sistema costituisce, di fatto, un punto di rottura non solo dal punto di vista giuridico (non si parla più di "sconto", ma di "contributo"), ma anche dal punto di vista teorico poiché la nuova ripartizione territoriale è stata decisa su presupposti completamente diversi da quelli utilizzati, e qui proposti, nello studio preliminare del 1997. Il presente articolo parte necessariamente dal quadro normativo, in particolare dalla L. 549/1995 e dalla L.R. 47/1996 e dalle sue successive integrazioni. Questo perché la legislazione non solo regola di fatto la manovra economica messa in essere dal legislatore regionale, ma ha anche fissato alcuni limiti che sono stati rigorosamente applicati nello studio preliminare illustrato nei parr. 2 e 3. In particolare, il secondo paragrafo concentra l’attenzione sugli aspetti più prettamente statisticieconomici e territoriali proponendo il modello microeconomico di riferimento, basato sulla Cost-benefit analysis, che fornisce un supporto economico alla Cluster analysis di natura prettamente statistica. Inoltre, tale paragrafo illustrerà anche il processo di stima delle cinque curve di domanda territoriali e della curva prezzodistanza, quest’ultima necessaria per fornire al decisore pubblico un range di sconti per fascia rispettoso del criterio di proporzionalità inversa previsto dalla normativa. Nel terzo paragrafo, l’attenzione viene rivolta agli aspetti più finanziari, ossia all’analisi degli effetti sul bilancio regionale del FVG ricordando che, all’epoca, l’obiettivo principale era quello di scongiurare un suo disavanzo. Dopo aver illustrato uno scenario di partenza piuttosto prudenziale e riferito alla partizione in cinque fasce ottenuta per via teorica, sulla base della decisione presa dalla Giunta regionale, soluzione non prevista ex-ante poiché quest’ultima ha derogato rispetto ad alcuni limiti imposti dalla normativa, viene proposto una sintesi degli effetti finanziari stimati per i primi dieci anni di manovra. Nel quarto paragrafo viene illustrato un secondo studio, condotto nel 2009 sempre dai ricercatori dell’Università di Udine, relativo alle mutate condizioni di mercato indotte dall’entrata in crisi del meccanismo di sconti che, tutto sommato, aveva ben funzionato fino ad allora. Le evidenze empiriche di tale crisi hanno indotto il legislatore, nel 2010, a emanare una nuova normativa che prevede, di fatto, la fine del vecchio meccanismo e la nascita di uno nuovo con una differente articolazione territoriale e un diverso sistema di contributi all’acquisto di carburanti per autotrazione. Di conseguenza, il quinto paragrafo illustra questa novità normativa sottolineando nelle conclusioni che il meccanismo attuale, dopo un inizio promettente, è entrato poco dopo in crisi per effetto dell’aumento delle accise decretate dal governo nazionale.


Keywords: Politiche pubbliche, analisi territoriale, aree di confine
Jel Code: C21, D12, H26, K34, R12, R48



  1. Edoardo Croci, Aldo Ravazzi Douvan, Urban Road Pricing: A Comparative Study on the Experiences of London, Stockholm and Milan in SSRN Electronic Journal /2016 pp. , DOI: 10.2139/ssrn.2737373
  2. Giorgia Bressan, Power, Mobility and the Economic Vulnerability of Borderlands in Journal of Borderlands Studies /2017 pp. 361, DOI: 10.1080/08865655.2016.1222871

Gian Pietro Zaccomer, in "RIVISTA DI ECONOMIA E STATISTICA DEL TERRITORIO" 2/2012, pp. 34-59, DOI:10.3280/REST2012-002002

   

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