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L’apostasia degli ebrei convertiti all’islam. Dalle carte del sant’uffizio romano (secoli XVI-XVIII)
Titolo Rivista: SOCIETÀ E STORIA  
Autori/Curatori: Serena Di Nepi 
Anno di pubblicazione:  2012 Fascicolo: 138 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  21 P. 769-789 Dimensione file:  499 KB
DOI:  10.3280/SS2012-138005
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La costituzione apostolica Antiqua Iudaeorum Improbitas (1581 e 1593) costituì un importante tassello nella storia delle relazioni tra gli ebrei italiani (o ebrei che in Italia abitavano) e l’Inquisizione romana. Grazie a questa disposizione, infatti, la Congregazione del Sant’Uffizio fu investita formalmente di pieni poteri di controllo sugli ebrei, allo scopo di conservare e proteggere quei principi di fede quae sunt communia tra ebraismo e cristianesimo. Tale assunto fu immediatamente usato per sorvegliare ogni aspetto della vita ebraica, dalle questioni di natura strettamente religiosa fino alla trattazione delle materie di ambito genericamente culturale o, addirittura, economico. Nella vasta gamma di casi affrontati su questa base, spiccano i viaggi degli ebrei nei territori turchi ed ogni conversione all’Islam; anche l’apostasia dall’ebraismo, infatti, venne considerata un tradimento di quei principi. Leggendo le confessione spontanee rese dagli ebrei, i dubbi e le risposte a questi stilati dai consultori sulla base della letteratura giuridica e della trattazione di casi precedenti, è possibile riflettere da una nuova prospettiva sia sulla storia degli ebrei italiani nell’età del ghetto, sia sull’evoluzione della stessa Inquisizione romana.


Keywords: Ebrei, Islam, Inquisizione romana, viaggi, Livorno.



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Serena Di Nepi, in "SOCIETÀ E STORIA " 138/2012, pp. 769-789, DOI:10.3280/SS2012-138005

   

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