Clicca qui per scaricare

Il mestiere di rappresentarsi verso il lavoro. L’individuo di fronte alla costruzione e al riconoscimento del valore e dell’identità professionale
Titolo Rivista: SOCIOLOGIA DEL LAVORO  
Autori/Curatori: Marco Ruffino 
Anno di pubblicazione:  2013 Fascicolo: 129 Lingua: Italiano 
Numero pagine:  20 P. 137-156 Dimensione file:  306 KB
DOI:  10.3280/SL2013-129009
Il DOI è il codice a barre della proprietà intellettuale: per saperne di più:  clicca qui   qui 


Il contributo esamina il tema della rappresentazione del lavoro dalla prospettiva soggettiva di chi lo esercita o ne è alla ricerca. L’autore sostiene una tesi articolata su tre elementi: ci si sposta sempre più dalla rappresentazione del lavoro come precisa posizione nello spazio professionale alla rappresentazione "conveniente" dell’esperienza individuale acquisita attraverso l’insieme degli apprendimenti - formali e non - maturati nel corso della vita; l’individuo è impegnato, al medesimo tempo, in due distinti processi di rappresentazione, relativi rispettivamente all’identità verso il lavoro ed alle singole competenze professionali possedute, viste come risorse plurali e decontestualizzabili. Ciò può portare a conseguenze critiche nel rapporto fra la dimensione dell’"essere" (in quanto identità sociale) e quella dell’"avere" (competenze riutilizzabili); la capacità di rappresentarsi verso il lavoro va vista come una componente costitutiva della professionalità ed una risorsa primaria della negoziazione della posizione sul mercato. Gli aspetti meta- cognitivi acquistano in particolare una crescente centralità. Ciò porta a conseguenze rilevanti anche sul piano dei diritti reali, con il rischio di una maggiore individualizzazione della diseguaglianza, ove i singoli non dispongano di adeguate capacitazioni. In conclusione, l’autore afferma l’opportunità di ridirigere l’attenzione delle policies del lavoro dalla representation (intesa come protocollo utilizzato per segnalare la posizione verso il lavoro) al representing (il rappresentare, inteso come processo co-costruttivo nel rapporto fra individuo e società, con i correlati diritti, doveri e funzionamenti). Ciò richiede un ripensamento degli schemi di welfare attivo e del ruolo "capacitante" delle istituzioni.


Keywords: Rappresentazioni del lavoro, individualizzazione, competenze, biografia cognitiva, standard professionali, certificazione

  1. Bonami J.-F. (2000), Valider les acquis professionnels, Paris: Èditions d’Organisation
  2. Arthur M.B., Defillippi R.J., Lindsay V.J. (2008), On Being a Knowledge Worker, in Organizational Dynamics, vol. 37, n. 4: 365-377
  3. Bagnara S. (2008), Trasformazione e complessità dei lavoratori della conoscenza: le identità delle persone, in Butera F., Bagnara S., Cesaria R., Di Guardo S. (a cura di), Knowledge working. Lavoro, lavoratori, società della conoscenza, Milano: Mondadori Università
  4. Bauman Z. (2002), La società individualizzata. Come cambia la nostra esperienza, Bologna: il Mulino
  5. Beck U. (2008), Conditio Humana. Il rischio nell’età globale, Roma-Bari: Laterza
  6. Berger P.L., Luckman T. (1969), La realtà come costruzione sociale, Bologna: il Mulino
  7. Berton F., Richiardi M., Sacchi S. (2009), Flex-insecurity. Perché in Italia la flessibilità diventa precarietà, Bologna: il Mulino
  8. Bjørnåvold J., Coles M. (2008), Governing education and training; the case of qualifications frameworks, European journal of vocational training, n. 42/43: 203-235
  9. Boland R.J., Tenkasi R.V. (1995), Perspective Making and Perspective Taking in Community of Knowing, in Organization Science, vol. 6. n. 4: 350-372
  10. Bureau M.-C., Tuchszirer C. (2010), La validation des acquis de l’expérience est-elle un moyen de reconnaissance du travail?, in Sociologie du travail, 52: 55-70
  11. Butera F. (2008), Chi sono, perché sono tanti e così importanti i lavori e i lavoratori della conoscenza, in Butera F. Bagnara S., Cesaria R., Di Guardo S., op. cit.
  12. Cedefop (2000), Making learning visible. Identification, assessment and recognition of non-formal learning in Europe, Thessaloniki: Cedefop
  13. Colasanto M. (2010), Forza e debolezza del nuovo welfare, in Sociologia del lavoro, n. 117: 29-39., DOI: 10.3280/SL2010-117003
  14. Cook S.D.N., Brown J.S. (1999), Bridging epistemologies: The generative dance between organizational knowledge and organizational knowing, in Organization Science, vol. 10, n. 4: 381-400
  15. Demetrio D. (1995), Raccontarsi. L’autobiografia come cura di sé, Milano: Cortina
  16. Esping-Andersen G. (1999), Social Foundations of Postindustrial Economies, Oxford: Oxford University Press
  17. Levy-Leboyer C. (1993), Le bilan de compétences, Paris: Les Èditions d’Organisation
  18. Farzad M., Paivandi S. (2000), Reconnaissance et validation des acquis en formation, Paris: Anthropos
  19. Foucault M. (1992), Tecnologie del sé, in Martin L, Gutman H. e Hutton P., a cura di, Un seminario con Michel Foucault, Torino: Bollati Boringhieri
  20. Fragnière G. (1996), Questions de définitions, in Oecd, Qualifications et compétences professionnelles dans l’enseignement technique et la formation professionnelles. Èvalutation et certification, Paris
  21. Fuchs Ch. (2010), Labor in Informational Capitalism and on the Internet, in The Information Society, 26: 179-196
  22. Gallo F., Scalisi P., Scarnera A. (2009), a cura di, L’indagine sulle professioni. Contenuti, metodologia e organizzazione, in Metodi e norme, n. 42, Roma: Istat
  23. Giddens A. (1994), Le conseguenze della modernità, Bologna: il Mulino
  24. Hobsbawm E.J. (1997), Il secolo breve. 1914/1991, Milano: Rizzoli
  25. Hyland T. (1996), National Vocational Qualifications, Skills Training and Employers’ Needs: beyond Beaumont and Dearing, in Journal of Vocational Education & Training, vol. 48. n. 4: 349-365
  26. Isfol-Istat (2007), Nomenclatura e classificazione delle Unità Professionali, Roma
  27. Istat (2001), Classificazione delle professioni, Roma: Metodi e norme, Serie C
  28. Joras M., Ravier J.-N. (1993), Comprendre le bilan de compétences, Paris: Editions Liaisons
  29. Lang S., Laumer S., Maier Ch., Eckhardt A. (2011), Drivers, challenges and consequences of E-recruiting: a literature review, in Proceedings of the 49th SIGMIS annual conference on Computer personnel research (SIGMIS-CPR ’11), New York, NY, USA: ACM
  30. Lave J., Wenger E. (1991), Situated learning: Legitimate Peripheral Participation, Cambridge: Cambridge University Press
  31. March J.G. (1998), Prendere decisioni, Bologna: il Mulino
  32. Moscovici S. (1989), “Il fenomeno delle rappresentazioni sociali”, in Moscovici S. e Farr, R.M., Rappresentazioni sociali, Bologna: il Mulino
  33. Nonaka I.,, Takeuchi H. (1997), The knowledge-creating company, Milano: Guerini e Associati
  34. Peterson N.G., Mumford M.D., Borman W.C., Jeanneret P.R., Fleishman E.A., Levin K.Y., Campion M.A., Mayfield M.S., Morgeson F.P., Pearlman K., Gowing, M.K., Lancaster A.R., Silver M.B., Dye D.M. (2001), Understanding Work Using The Occupational Information Network (O*NET): Implications For Practice And Research, in Personnel Psychology, vol. 54, pp. 451-492
  35. Polanyi M. (1962), Personal Knowledge. Towards a Post-Critical Philosophy, London: Routledge
  36. Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008 sulla costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente
  37. Rifkin J.P. (2004), The End of Work: the decline of the global labor force and the dawn of the post-market era. Updated for the 21st Century, New York: J.P. Tarcher/Penguin
  38. Ruffino M. (2010), Individualizzazione della diseguaglianza sociale e politiche delle capacitazioni, in Sociologia del Lavoro, n. 120, pp. 34-49. DOI: 10.3280/ SL2010-120003
  39. Ruffino M., Tolomelli C. (2002), ICT: algoritmi e affetti. Apprendimento e saperi socio economici nella produzione del software, Milano: FrancoAngeli
  40. Rullani E. (2004), Economia della conoscenza, Roma: Carocci
  41. Sennett R. (1999), L’uomo flessibile. Le conseguenze del nuovo capitalismo sulla vita personale, Milano: Feltrinelli
  42. Shapiro C., Varian H. (1999), Information rules. A strategic guide to network economy, Harvard: Harvard Business School Press
  43. Streeck W. (2000), Il modello sociale europeo: dalla ridistribuzione alla solidarietà competitiva, in Stato e Mercato, 58, pp. 3-24., DOI: 10.1425/440
  44. Timmermans S., Epstein S. (2010), A World of Standards but not a Standard World: Toward a Sociology of Standards and Standardization, in Annual Review of Sociology, vol. 36, pp. 69-89
  45. Weick K.E. (1993), Organizzare. La psicologia sociale dei processi organizzativi, Torino: Isedi
  46. Williamson O.E. (1981), The economics od Organization: The Transaction Cost Approach, The American Journal of Sociology, vol. 87, n. 3, pp. 548-577

Marco Ruffino, in "SOCIOLOGIA DEL LAVORO " 129/2013, pp. 137-156, DOI:10.3280/SL2013-129009

   

FrancoAngeli è membro della Publishers International Linking Association associazione indipendente e no profit per facilitare l'accesso degli studiosi ai contenuti digitali nelle pubblicazioni professionali e scientifiche